Il nuovo primato di Max Calderan e i suoi capisaldi ne 'La Linea nel deserto' - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Sab, Lug

Il nuovo primato di Max Calderan e i suoi capisaldi ne 'La Linea nel deserto'

Cultura
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Esce 'La Linea nel deserto', la storia di Max Calderan, l’esploratore che ha attraversato per primo il Rub’ Al-Khali, il deserto di sabbia più grande del mondo e l’ultima frontiera inesplorata della terra prima del suo passaggio.

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Un’esplorazione storica che porterà a modificare le carte geografiche aggiungendo il percorso tracciato ormai conosciuto come Calderan Line. Edito da Gribaudo e scritto a quattro mani con la giornalista Simona Recanatini, 'La linea nel deserto' narra la storia di Max: la storia di un bambino che sogna di andare su Marte e che, quarant’anni dopo, ormai uomo, attraversa per primo a piedi, in solitaria, i 1.100 km del Rub’Al-Khali, il deserto di sabbia più grande al mondo che al suo interno può contenere Francia, Belgio e Paesi Bassi tutti insieme, che i beduini chiamano il Quarto Vuoto (Empty Quarter,, una lingua di sabbia talmente imponente da essere battezzata la 'quarta parte' dopo terra, cielo e mare.

Nel mezzo la vita, l'amore per la famiglia, i successi e i fallimenti, le grandi imprese, la passione per la scienza e per la natura, insomma tutto ciò che ha portato Max Calderan a essere una delle personalità più poliedriche e sfaccettate del nostro tempo. 192 pagine che racchiudono la storia dell'esploratore e la sua voglia di non mollare mai, di fare un passo in più anche quando tutto ti invita ad arrenderti, ma anche il suo metodo di allenamento e quello per mantenersi in perfetta salute, la psicologia e il mindset che lo hanno portato a compiere un’impresa epocale, quella traversata che in molti chiamano appunto 'Calderan Line', che non è solo una traccia nel deserto, ma uno stile di vita in cui si abbracciano scienza, salute, natura e movimento e si pratica la pazienza. 

"Pazienza, in arabo (sabr), è la parola magica che ho appreso e sviluppato negli anni stando a stretto contatto con i beduini. Una sura del Corano mette in evidenza che l'uomo è sempre in perdita nei confronti del tempo. Tranne in due situazioni. La prima: il tempo smette di correre quando gli uomini, tra di loro, si fermano per raccomandarsi vicendevolmente il bene, l'amore, la salute, la felicità (non i soldi). In questo caso, il tempo si ferma insieme a loro. La seconda, riferita alla sabr, si verifica quando gli uomini si fermano e nello stesso momento si raccomandano vicendevolmente la pazienza, ovvero il saper aspettare che tutto quanto arrivi - afferma l'autore Max Calderan - Perché quando ci sono le premesse legate alla salute, alla felicità e all'amore, ecco che la pazienza ci darà quello che desideriamo. Qualsiasi cosa si faccia per altri motivi che non sono questi ci renderà perdenti a vita, indipendentemente da quello che si sarà materialmente accumulato. Non posso non pensare al fatto che ho aspettato 46 anni prima di poter affrontare l'Empty Quarter".

Esploratore, conosciuto come Mahdi dai beduini, detiene oggi quattordici prime mondiali di esplorazione desertica, tra le quali spicca l’attraversamento per 90 ore consecutive senza fermarsi in Oman lungo la linea del tropico del Cancro e i 360 km in 75 ore, percorsi in estate in Arabia Saudita. Atleta poliedrico, profondo conoscitore del Medio Oriente, l'esploratore italiano di origini venete sfida da sempre in solitaria i deserti più impraticabili, raggiungendo traguardi incredibili. Nel 2014 Al Jazeera ha prodotto il documentario 'Figlio del Deserto' sulle sue imprese.