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Mer, Set

'Shalomm Mussolini': Marina Collaci racconta la conversione ebraica di un intero paese

Cultura
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"La storia che racconto in questo libro mi ha appassionato e intrigato, perché è indubbiamente una vicenda contraddittoria e paradossale quella di un paese che in Italia durante il fascismo si converte all'ebraismo proprio nell'anno delle leggi razziali contro gli ebrei, protagonisti un gruppo di contadini pugliesi, inconsapevoli di fare qualcosa di illecito e che persino inneggiavano a Mussolini...".

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E' quanto afferma la scrittrice Marina Collaci all'AdnKronos, presentando il suo romanzo-verità 'Shalomm Mussolini' edito da Castelvecchi.

"Mi sono sempre interessata alla cultura contadina - sottolinea l'autrice, di origini calabresi - un mondo che portava nomi altisonanti come Dante, Ulisse, Omero e che magari sapeva recitare a memoria parti della 'Divina Commedia'... Un mondo che, specie nel profondo Sud di allora, la Chiesa sottovalutava impedendo anche la semplice lettura della Bibbia da soli senza l'intermediazione di un prete e imponendo la messa in latino".

Così, racconta, "quando il protagonista - realmente esistito anche se ho preferito cambiare il suo nome e quello del paesino pugliese dove si svolge la vicenda - ferito in guerra e ricoverato in ospedale impara a leggere e scrivere, comincia a conoscere i fatti narrati dalla Bibbia appassionandosi e optando per l'ebraismo contro le modifiche apportate dalla religione cattolica, a cominciare dalla introduzione della Trinità e dalla sostituzione del sabato con la domenica quale giorno festivo dedicato a Dio".

Spiega Marina Collaci: "In poche parole, decide che il Messia non è mai arrivato, ignora i Vangeli e la figura di Gesù Cristo, prendendo in considerazione solo il Vecchio Testamento degli ebrei che lui pensa siano tutti morti durante il diluvio universale, scegliendo di 'raccoglierne' il testimone e coinvolgendo anche i suoi paesani in queste teorie".

Fino al punto di fondare una religione 'ebraica' tutta loro? "Esatto, nella indifferenza del regime fascista che li considera dei poveracci innocui e ignoranti, mentre scrivono lettere alle comunità ebraiche chiedendo persino la circoncisione e ponendo le stelle di David su abitazioni e asini, proprio mentre si approvano le legge razziali contro gli ebrei...".

In definitiva, è una storia tragicomica che diverte e commuove allo stesso tempo e fra una lacrima e un sorriso fa riflettere: sulla politica, sui regimi, sulla religione, sulla cultura popolare, su conformismo e diversità e, in definitiva, sulle profonde contraddizioni della Storia.

(di Enzo Bonaiuto)