Al Mec Museum di Palermo le 'CamGirl' di Max Ferrigno - il Centro Tirreno - Quotidiano online
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Dom, Ott

Al Mec Museum di Palermo le 'CamGirl' di Max Ferrigno

Cultura
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Così come Klimt e Von Stuck che, nel periodo della Secessione viennese, presero spunto dalle muse del Burgtheater di Vienna per la realizzazione dei loro più celebri capolavori, l’artista Newpop Max Ferrrigno, fa oggi delle Cam Girls le sue muse ispiratrici all’epoca del web. La collezione che le vede protagoniste,

dall’omonimo titolo, ossia “CamGirl”, è esposta nell’ambito di una personale presso il MEC museum di Palermo (corso Vittorio Emanuele, 452), a cura di Miliza Rodic. Una personale che è stata inaugurata il 1 luglio scorso, e che ha riscosso talmente tanto successo che da essere prorogata fino al 1 novembre. Max Ferrigno artista piemontese, ma palermitano d’adozione, noto per il suo stile unico che è una commistione tra cinema, iconografie nipponiche ed estetica manga, per la prima volta nella collezione Cam Girl trae ispirazione da modelle reali, rispettandone le proporzioni anatomiche senza però abbandonare il suo inconfondibile stile. 

“Seguendo l’evoluzione di queste performer online, negli ultimi anni ci si è scontrati con piattaforme che vendevano alcuni servizi d’immagine e comunicazione. Quindi, ho iniziato a seguire quelle che più rispecchiavano la mia cerchia estetica, e così ne sono nate le muse ispiratrici per i miei lavori”, spiega Max Ferrigno. Figure femminili che l’artista paragona alle muse ispiratrici e protagoniste dei quadri dei grandi artisti della Secessione viennese. Così, per esempio, dal Il peccatodi Franz Von Stuckne nasce Sia Siberiao dalla celebre Nuda Veritasdi Gustav Klimt, Ferrigno ripropone motivi floreali e geometrie essenziali nella sua Pink Candy. Quest’ultima per altro è una delle due Cam Girl italiane scelte per questa collezione e anche l’unica con cui l’artista ha fatto un lavoro di shooting fotografico per la realizzazione dell’opera.  

“Ho trovato l’idea di Max un modo per rompere il pregiudizio attraverso un linguaggio espressivo differente, come quello dell’arte”, afferma Pink Candy. “Spesso il mio lavoro viene visto come qualcosa di brutto e stigmatizzato, invece, quel che apprezzo nel linguaggio di Max, è che in realtà anche in questo lavoro, così come nella vita in generale, è possibile trovare il bello e la leggerezza che c’è sempre, dietro tutte le cose”. Pink Candy spera che l’arte possa contribuire a mettere da parte il pregiudizio che ad oggi resta dietro ai sex work.  

“Io ho scelto liberamente di fare questo lavoro. L'idea è nato quasi per caso, più per una mia curiosità, per gioco, e poi invece è diventata una passione”, racconta la Cam Girl, che prosegue: “Tutto è nato una sera, quando, per gioco, mi sono collegata insieme ad un’amica. Piano piano è diventato un mestiere specifico. Io mi definisco una streamer che fa intrattenimento per adulti”, conclude. Max Ferrigno, infatti, attraverso la collezione Cam Girlparla di giovani donne che scelgono di utilizzare il web come strumento di espressione, e spesso di lavoro, dando vita a chat nelle quali si mostrano in abiti provocanti o semplicemente travestite. Un fenomeno, quello delle Cam Girl, che sta dando vita ad un imponente giro d’affari. “Finora e durante questi primi dieci anni di carriera la morfologia dei miei personaggi è sempre stata legata ai canoni anime e manga, quindi anatomicamente per certi versi sproporzionati. In questo caso, per la prima volta sperimento la proporzione reale. Solo gli occhi rimangono un po’ legati al mio mondo, perché oltre alle cromature si può, secondo me, rivedere la mia estetica negli occhi. E negli occhi di queste donne è possibile percepire la bellezza che si cela dietro ogni animo umano”, conclude l’artista.