Milite Ignoto, De Bernardi: "Sconcertante confondere la I con la II Guerra Mondiale"
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Milite Ignoto, De Bernardi: "Sconcertante confondere la I con la II Guerra Mondiale"

Cultura
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“Rimango sempre stupito quando accadono fatti del genere, che sono ricorrenti anche fra livelli istituzionali più elevati, nei quali emergono errori storici così gravi”.

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Lo dice all’Adnkronos lo storico Alberto De Bernardi, professore onorario Alma Mater Università di Bologna, commentando la gaffe della presidenza del Consiglio che, per commemorare il centenario del Milite Ignoto, ha pubblicato nei suoi canali istituzionali una cartolina, successivamente ritirata, nella quale comparivano dei soldati, probabilmente americani, con l’uniforme della II Guerra Mondiale e non della Prima, con, sullo sfondo, una vaga cartina geografica della Colombia o della Penisola Iberica, certamente non dell’Italia. L’errore del contesto storico-geografico ha sollevato le critiche da parte di Fratelli d’Italia, che ha annunciato un’interrogazione “per rintracciare i responsabili di questa sciatteria”.

“C’è poco competenza storica - prosegue De Bernardi - E’ un errore che non si può fare, quello di confondere le divise e una carta geografica con un’altra: cose che denunciano la faciloneria con cui si maneggia l’identità culturale di una nazione. Una svista può anche accadere e non va strumentalizzata, ma è altrettanto vero che, se si fanno errori come questo, esiste un abbassamento della qualità di coloro che sono preposti a controllare, che evidentemente hanno un livello culturale al di sotto del lecito”.

“Si tratta di fatti gravi e fin troppo frequenti”, insiste De Bernardi, ricordando che “poco tempo fa anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha commesso un errore simile, scambiando il ghetto di Varsavia con quello di Roma per parlare sui social dei rastrellamenti degli ebrei della Capitale ad opera dei nazisti. Sconcertante – chiosa lo storico - che l’ex presidente del Consiglio o chiunque sia stato incaricato per farlo abbia utilizzato una fotografia così nota”.

 

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