Gianluca Barbera racconta il primo giallo di Tangentopoli in 'L'ultima notte di Raul Gardini'
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08
Lun, Ago

Gianluca Barbera racconta il primo giallo di Tangentopoli in 'L'ultima notte di Raul Gardini'

Cultura
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Il 23 luglio 1993, Raul Gardini, a capo di un impero finanziario con ramificazioni in tutto il mondo, personaggio discusso e carismatico, grande velista, viene trovato in un lago di sangue nella sua camera da letto, a Palazzo Belgioioso, nel cuore della Milano degli affari.

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Un colpo alla tempia, sparato da distanza ravvicinata. Omicidio o suicidio? Da tempo aveva il fiato sul collo dei magistrati, forse stava per essere arrestato. Ma molte cose non tornano. E' il primo giallo di Tangentopoli quello raccontato da Gianluca Barbera in 'L’ultima notte di Raul Gardini', in libreria dal 13 gennaio per l'editore Chiarelettere (Pagine 240, Prezzo 16 euro), opzionato dalla casa di produzione Mompracem (Manetti Bros., Carlo Macchitella, Beta Film) per la trasposizione in una serie televisiva. Nel romanzo l'autore, che collabora alle pagine culturali de 'Il Giornale', si interroga sull'improvvisa uscita di scena di Gardini dalla quale "in troppi hanno tratto beneficio".

Tanto più che quella stessa mattina Gardini avrebbe dovuto recarsi in procura per essere ascoltato dal pm Antonio Di Pietro riguardo alla madre di tutte le tangenti, la maxitangente Enimont, autentica spada di Damocle sospesa sull’intera classe politica italiana. Barbera nel romanzo racconta alcuni particolari 'strani' del ritrovamento di Gardini nella sua camera da letto di Palazzo Belgioioso. Quando l'addetto dell'ambulanza entrò, trovò Gardini in un lago di sangue con la pistola in pugno. Uscito dalla stanza per cercare il collega, al suo rientro "notò che la pistola era sul tavolo. Prima non stava lì. O ricordo male? Le mani dell’uomo riposavano sull’addome. Chi era stato a sistemarle così?".

Gardini respirava ancora, scrive Barbera, ma molti intoppi rallentarono il trasporto: "Lo caricarono in ambulanza, dopo aver vinto le resistenze dell’uomo corpulento in giacca e cravatta, che pretendeva attendessero l’arrivo della polizia. Faticarono non poco a uscire. Un camioncino ostruiva di nuovo il passaggio. Dovettero strillare per farsi largo. Quando arrivarono in ospedale non c’era più niente da fare", scrive Barbera.

Mentre il paese trema travolto dagli scandali, la magistratura sembra intenzionata a chiudere il caso velocemente, con un verdetto – suicidio – che lascia troppi dettagli senza spiegazione. Una soluzione che non può accontentare il giornalista d’inchiesta Marco Rocca, protagonista di questo romanzo che attraversa gli anni di Tangentopoli e della Prima repubblica consegnando per la prima volta al lettore la parabola di una dinastia, quella dei Ferruzzi, a lungo seconda solo agli Agnelli per ricchezza e prestigio internazionale. Per conto di un importante quotidiano, Rocca segue da vicino l’affaire Enimont.

L’inchiesta lo condurrà lungo un sentiero pericoloso, tra le ambiguità e le omertà dei vari protagonisti, minacce anonime, attentati alla sua vita e troppi fantasmi del passato che a poco a poco riaffiorano alimentando nuovi sospetti e misteri. Un’indagine labirintica per giungere a una verità inaspettata e clamorosa. Un giallo i cui protagonisti sono stati per anni al centro della cronaca, da Enrico Cuccia ad Antonio Di Pietro, e ancora Bettino Craxi, Giulio Andreotti, Carlo Sama, Sergio Cusani, Luigi Bisignani, Gabriele Cagliari e moltissimi altri. Uno snodo decisivo e indimenticabile della storia italiana raccontato come nessuno aveva fatto prima.

 

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Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.