Gli 'Esercizi di carta' di Riccardo Ajossa, colore e sintesi alchemica tra Oriente e Occidente
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Gli 'Esercizi di carta' di Riccardo Ajossa, colore e sintesi alchemica tra Oriente e Occidente

Cultura
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La carta come sintesi ed elemento alchemico, trasformazione del pensiero e grammatica di un lavoro che trae ispirazione dalle stampe antiche, dalle sperimentazioni del colore, dai viaggi ai confini tra l'Oriente e l'Occidente.

Un'immagine degli Esercizi di carta coreani di Riccardo Ajossa in mostra nella capitale allo Spazio Nuovo
Un'immagine degli Esercizi di carta coreani di Riccardo Ajossa in mostra nella capitale allo Spazio Nuovo

 

Sarà la prima volta dell'artista Riccardo Ajossa nella capitale (dal 7 aprile al 14 maggio allo Spazio Nuovo) con la mostra 'Hanji Unfolded- Esercizi di carta coreana' curata da Guillaume Maitre e Paulo Pérez Mouriz. Un unicum espositivo con opere e creazioni realizzate attraverso l’antica tecnica coreana Hanji. Ajossa è docente all’Accademia di Belle Arti di Roma e artista ma sottesa a qualsiasi altra sua attività vi è l’ineluttabile necessità di indagare la materia. Da oltre vent’anni rivolge la sua ricerca ad ogni momento della vita della carta e negli ultimi sette anni ha abbracciato lo studio della carta Hanji.

Per semplificazione, viene definita tecnica ma la sua genesi ha ritmi, gesti, suoni che la avvicinano ad un cerimoniale. Dapprima si puliscono le cortecce e poi si fanno bollire. Successivamente, si percuotono con dei bastoni la cui battitura cadenza e genera un tempo comunitario di lavoro. La coralità nel fare è indispensabile affinché si giunga alla realizzazione della carta. Le 14 carte di grandi formati sono esposte scevre da ogni altro elemento della ricerca. Non vi sono, come in passato, tracce del processo creativo. Emergono, sole, nella loro presenza. Sono esse stesse oggetto e soggetto dell’operazione artistica. Oltre alla carta, vi è un altro elemento protagonista della mostra ed è il colore naturale di origine vegetale. Nel colore, lasciato libero di esprimersi, c’è il mondo fisico in cui è immerso Riccardo. I campi ove raccoglie le cortecce di eucalipto, le bacche di sambuco e melograno sono quelli prossimi alla sua abitazione in cui poi spremerà i pigmenti, li bollirà e li fisserà coi sali con quel sapiente, cadenzato fare operoso di chi vive in armonia con il suo intorno.

Sua città d'elezione Roma, dove Riccardo Ajossa vive e lavora. E' ordinario di cattedra presso l'Accademia di Belle Arti di Roma, dove ha impostato il primo laboratorio per la produzione della carta artigianale attraverso metodologie orientali ed occidentali applicate all'arte contemporanea. Le sue opere sono custodite al Museo Benaky di Atene, al Museo Bilotti Roma-Cosenza, al Museo del Consiglio Pontificio del Vaticano e alla Biblioteca Nazionale di Roma.

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