"Stragisti", le bombe mafiose nel saggio di Lirio Abbate a 30 anni dagli eccidi di Capaci e via D'Amelio
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
14
Sab, Mar

Abbiamo 2558 visitatori e nessun utente online

"Stragisti", le bombe mafiose nel saggio di Lirio Abbate a 30 anni dagli eccidi di Capaci e via D'Amelio

Cultura
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

A trent'anni dagli eccidi di mafia di Capaci e via D'Amelio giornalisti, magistrati e storici si interrogano sulle vicende di allora e di oggi, analizzando cosa è successo e chiedendosi cosa sta avvenendo ora. Perché se anche la mafia non spara più, ciò non significa che sia scomparsa: si è solo inabissata.

Lirio Abbate, direttore dell'Espresso, ha scritto
Lirio Abbate, direttore dell'Espresso, ha scritto "Stragisti" (Rizzoli).

 

Viene presentato oggi a Roma, alla Libreria Feltrinelli di Piazza Colonna, l'ultimo saggio di Lirio Abbate, direttore dell'Espresso, che ha dedicato "Stragisti" (Rizzoli editore) agli uomini e donne delle bombe di mafia. Non alle vittime, questa volta, ma ai carnefici diretti e indiretti, a chi diede gli ordini e a chi li eseguì.

Da Giuseppe Graviano a Matteo Messina Denaro Abbate -autore di numerose inchieste giornalistiche su mafie e collusioni dei politici con i boss- esamina "gli anni del sangue". Un periodo drammatico che lui stesso visse come cronista in Sicilia. (segue)

Tra il 1992 e il 1993 Cosa nostra ingaggia una guerra contro lo Stato: il 23 maggio '92 a Capaci, "l’attentatuni" a Giovanni Falcone. Cinquantasette giorni dopo, in via D’Amelio, muore Paolo Borsellino, muoiono le cinque persone della scorta. Un anno dopo, ancora a maggio, il fallito attentato a Maurizio Costanzo al Teatro Parioli di Roma e pochi giorni dopo, a Firenze, la strage di via dei Georgofili. E quindi ancora la bomba di via Palestro, a Milano.

Questa la cronaca. Dietro la scarna cronologia degli eventi, ci sono le strategie della mafia degli anni Novanta e una "foto di famiglia" che l'autore, grazie anche a documenti inediti e storie segrete, ricompone. E' il ritratto -a distanza ravvicinata- degli "Stragisti", uomini e donne che, sotto l’influenza e gli ordini del Capo dei Capi, Totò Riina, hanno insanguinato la Sicilia e il Paese intero.

I due fratelli Graviano, Giuseppe e Filippo, sono al centro di questa storia, affiancati dal loro "gemello diverso", Matteo Messina Denaro. I primi due verranno arrestati nel 1994 e il loro fermo coinciderà con la fine della strategia stragista. Il secondo, ancora latitante, è l’ultimo depositario dei segreti di quella stagione. (segue)

Oggi, a trent’anni da eventi rimasti nella memoria collettiva del Paese, "Stragisti" ci riconduce nelle strade di Palermo, Firenze, Milano e Roma, della Costa adriatica e della Toscana, in cui "i boss si muovevano quasi indisturbati" come spiega Abbate. E ci svela i meccanismi di potere all’interno della famiglia Graviano, getta luce sui misteri di una latitanza dorata e sul ruolo della sorella, Nunzia, fino a cercare risposta a un quesito assurdo. Come è potuto succedere, infatti, che due boss al 41bis abbiano avuto entrambi un figlio durante la detenzione?

E' proprio sul carcere ostativo che il direttore dell'Espresso ha ingaggiato battaglia: secondo la riforma Cartabia in corso, proprio i fratelli Graviano, ergastolani, potrebbero presto tornare in libertà, a trent’anni dagli eccidi per cui furono condannati. L'incontro di stasera è con Francesco Vitale e Alfondo Sabella, mentre domani alla Feltrinelli del Duomo di Milano, il giornalista parlerà del suo saggio con Francesca Fagnani e Nando dalla Chiesa.

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.