A Trento ultima visione sui 'Giardini disobbedienti'
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A Trento ultima visione sui 'Giardini disobbedienti'

Cultura
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Venticinque fotografi di diverse generazioni e scelte stilistiche che raccontano il loro modo di interpretare la natura: sono quelli protagonisti della rassegna 'Giardini disobbedienti', che si chiude domani all'Hortus Artieri a Trento.

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I curatori Maria Sabina Berra e Pio Tarantini hanno scelto per la mostra fotografica negli spazi di vicolo dei Birri, scatti che raccontano le infinite modulazioni della natura attraverso le immagini di fotografi che, in genere, non la eleggono a soggetto privilegiato della propria indagine.

I 'giardini disobbedienti' - spiega la curatrice Maria Sabina Berra - "sono l’elogio del paradosso. Il giardino è l’espressione di una natura domata, ma disobbediente quando esce dalla logica comune ed è al massimo della sua forza espressiva. Così accade sempre, quando disobbedire diventa necessario, generante e discreto: significa guardare altrove con forza oltre ciò che è stabilito".

Sono nomi che hanno lasciato il segno nella storia della fotografia e anche dell'arte. Come il lavoro Alina in forma di rosa di Giovanni Gastel, un fotografo di moda e still life di fama internazionale, Lelli e Masotti che hanno raccontato con inventiva le performings arts in Italia:dal mondo dal jazz alla musica classica (sono stati i fotografi ufficiali del Teatro alla Scala di Milano e il loro archivio è il più importante nelle performings art ed è riconosciuto dal Ministero della cultura). Tra gli altri, tutti di valore anche le 'streghe biodiverse' che Donatella Berra, (artista e insegnante alla Scuola d'arte a Trento) ha colto nel suo Macbeth e l’ecologia, la situazione del rischio ecologico che stiamo correndo.

 

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