Finanza, studio Casmef-Luiss, ancora sottostimati i mercati europeo e italiano
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Finanza, studio Casmef-Luiss, ancora sottostimati i mercati europeo e italiano

Economia
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(Adnkronos) - Sono ancora sottostimati i mercati finanziari europeo e anche, in dettaglio quello italiano. E' uno dei dati del rapporto "PMI e i mercati dei capitali: le sfide europee" presentato oggi pomeriggio al Campus Luiss di Viale Romania, a Roma. Il Rapporto vede la collaborazione tra EnVent Group, investment banking firm specializzata

nel mid-market, e CASMEF, il Centro Arcelli per gli Studi Monetari e Finanziari della Luiss. Gli esiti della ricerca sono stati discussi nell’evento organizzato dal Centro in collaborazione con EnVent Group ed ha visto la presenza di importanti esponenti del mondo politico, finanziario e accademico.  

I lavori si sono aperti con i saluti e l’introduzione di Giorgio Di Giorgio, Direttore CASMEF e professore di Economia e Finanza dell’Università Luiss Guido Carli, e da Franco Gaudenti Managing Partner e Ceo di EnVent Group, cui è seguito Nicola Borri Ricercatore di Economia e Finanza di Luiss ed EIEF, che ha illustrato la ricerca. Da sempre, è stato indicato, EnVent "dedica grande attenzione, analisi e competenze a questi aspetti cruciali per lo sviluppo evolutivo di un mercato dei capitali in Italia, che peraltro presenta caratteristiche e criticità comuni ad altre piazze sia pure con una dimensione diversa, a fronte però di un sistema industriale radicato sulle Pmi che non ha eguali nel resto d’Europa". 

Tuttavia, hanno evidenziato gli esperti, "pur rappresentando l’ossatura del sistema economico nazionale, le imprese di dimensione medio piccola affrontano i cronici problemi legati all'accesso al credito, all’assetto proprietario, ai presidi di governance, alla organizzazione aziendale e alle funzioni di management possono frenarne lo sviluppo". "Il mercato dei capitali contribuisce a ridurre questi rischi, offrendo al contempo opportunità di accesso al capitale di rischio e strumenti finanziari adeguati a sostenere la crescita e consentire investimenti per accompagnare le imprese, spesso famigliari, nella traiettoria di sviluppo" è stato aggiunto durante il brainstorming.  

Franco Gaudenti, Managing Partner e Ceo di EnVent Group, ha commentato che "il laboratorio di collaborazione costituito da EnVent e CASMEF Luiss si pone l’obiettivo della ricerca, lo studio e il confronto ai fini dell’espansione e rafforzamento del mercato dei capitali a favore delle imprese italiane sia familiari che di prima generazione". Il paper, ha sottolineato inoltre Gaudenti, "sviluppa un’analisi comparativa dei mercati MTF dedicati alle 'innovative growth SMEs' dell’Europa Continentale, incluso il Regno Unito, e mette in luce la necessità, in particolare per il mercato italiano che registra un peso specifico ridotto rispetto ad altri mercati, di azioni e misure per colmare il gap tra i fattori determinati l’Offerta da parte degli emittenti e la Domanda degli investitori".  

È evidente la necessità, ha proseguito Gaudenti, "di una precisa azione di politica industriale che ponga al centro della competitività del nostro Paese gli investimenti in equity per PMI - nelle fasi pre-IPO, IPO e post quotazione - che vanno considerati e interpretati correttamente come investimenti "pazienti e attivi" da parte di un ampio numero di investitori istituzionali e professionali ed intermediari finanziari specializzati al fianco di imprese e imprenditori".  

Giorgio Di Giorgio, Direttore CASMEF, ha rilevato che "lo studio evidenzia come il mercato azionario italiano, ma anche altri mercati europei, siano ancora sottodimensionati, soffrendo di una eccessiva frammentazione che limita la presenza di investitori specializzati a livello locale e mantiene prassi di vigilanza e costi regolamentari non omogenei, impedendo lo sfruttamento di quelle network externalities che caratterizzano il successo dei centri finanziari a livello globale". "Si auspica quindi - ha osservato - una sostanziale ripresa dell’impegno sul fronte della capital markets union, che non ha affiancato a obiettivi ambiziosi, strumenti adeguati di riorganizzazione dell’industria e interventi mirati per superare gli ostacoli tuttora presenti nei diversi sistemi finanziari domestici". 

In particolare, il rapporto ha esaminato i fattori che influenzano la capitalizzazione di mercato e le opportunità di investimento nei mercati per le imprese di media-piccola dimensione (Equity Growth Markets) in Europa, concentrandosi su cinque Paesi dell'Unione Europea: Italia, Francia, Germania, Svezia e Spagna, oltre che il Regno Unito. Dall'analisi emergono differenze significative nella capitalizzazione di mercato, nel numero di imprese quotate e nell'allocazione del portafoglio delle famiglie in questi Paesi. Comprendere le ragioni di queste differenze, spiega lo studio, è di fondamentale importanza, poiché possono influenzare la produttività, la crescita e le opportunità di investimento. Per farlo, i ricercatori hanno esplorato fattori legati sia all'offerta che alla domanda di risparmio, in particolare per quest’ultima, l'analisi esamina i requisiti di IPO e i costi associati.  

Si scopre così, hanno indicato gli analisti del report, che la Svezia, con requisiti di IPO meno rigidi e costi inferiori, ha il mercato growth più grande tra i Paesi dell'UE studiati. Il numero di imprese quotate e il loro numero medio di dipendenti contribuiscono anche alle differenze nella dimensione del mercato. Sul lato dell’offerta di risparmio, l'allocazione del portafoglio delle famiglie gioca un ruolo cruciale. Le famiglie svedesi, infatti, mostrano un livello più elevato di patrimonio investito, con una maggiore allocazione all'equity, rispetto agli altri Paesi.  

La variazione nelle allocazioni del portafoglio, come la proporzione di depositi, azioni e investimenti assicurativi, influisce anche sulla disponibilità di capitale per le PMI. Inoltre, lo studio ha esplorato la relazione tra l'educazione finanziaria e la composizione del portafoglio, evidenziando che i Paesi con tassi di alfabetizzazione finanziaria più elevati, come la Svezia e la Germania, tendono ad avere portafogli più sofisticati e un profilo di rischio più elevato. Al contrario, i Paesi con tassi di alfabetizzazione finanziaria più bassi, come l'Italia, mostrano una minore esposizione alle azioni. Nel complesso, i risultati evidenziano l'importanza di considerare una serie di fattori, tra cui i requisiti di IPO, l'allocazione del portafoglio delle famiglie, l'alfabetizzazione finanziaria e il livello di istruzione, per comprendere le differenze nella capitalizzazione di mercato e nelle opportunità di investimento nei mercati di crescita europei.  

Inoltre, il rapporto riconosce il ruolo della Capital Market Union (CMU) nel favorire la crescita delle PMI, armonizzando le normative e migliorando l'accesso al capitale tra gli Stati membri dell'UE. Inoltre, la supervisione regolamentare fornita dalla European Securities and Markets Authority (Esma) svolge un ruolo cruciale nel garantire la trasparenza, l'equità e la protezione degli investitori in questi mercati.  

Nel contesto della raccolta di capitale, il rapporto riconosce il potenziale contributo dei fondi sovrani, che possono fornire un significativo capitale d'investimento e un supporto a lungo termine alle PMI, portando potenzialmente alla loro quotazione sui mercati di crescita. L’analisi vuole offrire un confronto tra questi mercati per capire cosa è possibile fare per migliorare la situazione attuale, nel solco del piano per la Capital Market Union e in un contesto in cui la frammentazione e competizione tra mercati è evidente.  

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