(Adnkronos) - Mentre si avvicina la scadenza del 3 ottobre, in cui saranno definite le candidature per il cda Mediobanca, gli occhi sono puntati sul dossier 'parallelo' Generali, alla luce del risultato dell'ispezione sulla governance del Leone condotta dall'Ivass tra ottobre 2022 e marzo 2023. Un'attività che l'istituto ha deciso di
avviare un anno fa dopo "l'accesa dialettica" che ha caratterizzato il processo di nomina del nuovo vertice, con due liste contrapposte in occasione dell’assemblea di bilancio dell’aprile 2022 e il confronto sulla sostituzione del membro dimissionario del Cda Caltagirone. Troppo importante il gruppo triestino per il sistema assicurativo italiano per non approfondire gestione e governance in una analisi durata sei mesi e caratterizzata da una interlocuzione costante fra istituto e management.
Se sul fronte gestionale Generali è uscita 'promossa' dall'attività ispettiva, sul piano del governo societario sono emersi punti critici. Una governance "non soddisfacente" sulla quale si sono appuntate le osservazioni dell'Ivass, con criticità che non sono state giudicate così robuste da giustificare sanzioni ma che vanno comunque corrette, o perlomeno giustificate.
A questo punto l'attenzione è per le controdeduzioni che il Leone dovrà presentare entro 30 giorni dalla consegna del Rapporto, avvenuta a inizio settimana: un mese che però andrà a scadere proprio alla vigilia dell'assemblea di Mediobanca, in calendario il prossimo 28 ottobre. Ma a questo punto, per evitare di aggiungere altra carne al fuoco, da Generali potrebbe partire un richiesta di proroga.
