Welfare, Federmanager: 'Silver economy' grande opportunità ma ripensare tutto il sistema
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Gio, Lug

Welfare, Federmanager: 'Silver economy' grande opportunità ma ripensare tutto il sistema

Economia
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(Adnkronos) - Una popolazione sempre più anziana, complici il calo delle nascite ma anche le più alte aspettative di vita, rischia di minare la sostenibilità del welfare pubblico nei prossimi decenni. Nel 2050 i cittadini over 65 saranno oltre il 30%, e già all’inizio di quest’anno i cosiddetti grandi

anziani (dagli 80 anni in su) hanno superato i 4,5 milioni di individui. Aumentano le persone affette da demenza, circa 1 milione, di cui 600 mila con Alzheimer, così come il numero dei caregiver e di coloro che, per pagarsi le cure, sono costretti a spendere di tasca propria circa 1.500 euro (40 miliardi ogni anno).  

Questi alcuni dei dati analizzati all’interno del numero di giugno di Progetto Manager che fotografa lo stato di salute del nostro sistema di protezione sociale, tra criticità incombenti e possibili soluzioni. La cosiddetta 'silver economy' è una grande opportunità e presuppone di ripensare tutto il sistema del welfare previdenziale, assicurativo e sanitario.  

"Dal 2010 al 2022 - afferma il neo presidente dell’Inps Gabriele Fava nell’intervista a Dina Galano che apre il numero - gli over 50 sono passati dal 26% al 39% del totale degli occupati. In Italia gli over 55 diverranno 25,2 milioni nel 2030 e, nel 2050, oltre 25,5 milioni (Istat) e questo nuovo mercato prevede una ricaduta diretta sull’economia italiana di 43,4 miliardi di euro. Sono convinto che la sostenibilità del sistema previdenziale si baserà sulla capacità di allargare la base contributiva. L’obiettivo che mi sono dato come Presidente di Inps e su cui il Parlamento mi ha dato fiducia è quello del welfare generativo, dove la parola generativo significa proprio guardare al futuro cioè, personalizzare le prestazioni socioassistenziali e previdenziali per accompagnare le persone durante tutto ciclo di vita". 

Un modo per allargare la base contributiva è anche quello di offrire opportunità lavorative anche a chi oggi dal lavoro è escluso. Nico Acampora, fondatore di PizzAut, impiega a tempo pieno ragazze e ragazzi autistici che diventano a tutti gli effetti 'cittadini attivi', produttori di reddito. Nell’intervista rilasciata ad Assunta Passarelli il fondatore, tra le tante cose, ricorda che in Italia solo l’1,7 delle persone affette da autismo svolge un’attività lavorativa, mentre nella sua azienda lavorano circa 40 ragazzi, dopo 200 ore di formazione specialistica e un periodo di alternanza scuola-lavoro. Ai nastri di partenza ancora un nuovo progetto che porterà la pizza in giro per l’Italia attraverso dei “food truck”: ognuno di questi PizzAutoBus potrà impiegare fino a 5 persone. 

E ancora in tema di sanità, finanziamenti e programmazione sono necessari per sanare la situazione nelle corsie degli ospedali. Secondo Guido Quici, Presidente Cimo-Fesmed, 2negli ultimi anni i tagli lineari hanno portato alla perdita di 38.648 posti letto e alla riduzione di 2,6 milioni di ricoveri, 68 milioni visite specialistiche, 18 milioni di prestazioni radiologiche e 197 milioni di indagini di laboratorio". La conseguenza sono i circa 40 miliardi che ogni anno le persone sono costrette a pagare di tasca propria, a cui vanno aggiunti i costi indiretti di quanti oramai rinunciano alle cure. 

Dal mondo assicurativo l’invito a lavorare insieme con l’obiettivo di sondare le potenzialità di un sistema di welfare integrato tra lo Stato, le organizzazioni sindacali, i territori e la contrattazione collettiva. "Solo attraverso una migliore integrazione tra pubblico e privato possiamo garantire una risposta futura ai bisogni dei cittadini", conclude Valeria Bucci, amministratrice delegata Praesidium. 

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