(Adnkronos) - “Continuare a ignorare i tre pilastri fondamentali della transizione - neutralità tecnologica, oggettività scientifica e gradualità - comporta con certezza il rischio di uscire dal mercato per fondamentali settori della nostra industria: non solo automotive ma – riferendomi soprattutto a questo
Obiettivi rispetto ai quali “noi, più di chiunque altro, siamo all’avanguardia - ha assicurato Spada -. Gli imprenditori di questo territorio sono veri e propri inventori, precursori di sostenibilità. Una sostenibilità ambientale certo, ma allo stesso tempo economica e sociale. Per noi la sostenibilità non è un vincolo o un obbligo di legge. È un vero e proprio vantaggio competitivo”.
A Milano, per esempio, “la facciamo con la prima tecnologia per il recupero di qualsiasi metallo, comprese le materie rare dalle acque reflue. O ancora con la prima pompa centrifuga per convertire la plastica non riciclabile in bio-olio”. A Monza e nella Brianza fino ad arrivare a Pavia “la facciamo con un eccellente ecosistema di rigenerazione della natura, con ettari ed ettari di terreni recuperati alla biodiversità” ha spiegato ancora Spada. E da Pavia fino a Lodi, “con uno dei centri più importanti nazionali per il recupero degli oli esausti e solventi”.
Il presidente di Assolombarda, si è detto poi "assolutamente preoccupato" per i dazi americani imposti sull'alluminio prodotto in Europa. "I dazi - ha detto a margine dell'assemblea generale di Assolombarda, in corso all'Università Bocconi - sono l’ultima ratio che dovrebbe essere messa in campo in commercio".
Il presidente Spada auspica in una revisione: "Mi auguro che si possa discutere di questo argomento in maniera importante perché se alziamo le barriere quello che potremmo avere saranno tante sconfitte". I dazi dovrebbero essere applicati "solamente quando c'è concorrenza sleale o un utilizzo improprio di determinati beni e prodotti che non potevano essere utilizzati. Lì a ha senso mettere dazi" ha aggiunto.
"Quando invece servono solo per proteggere il mercato - ha poi concluso Spada -, siamo scettici perché abbiamo sempre detto che i mercati devono essere liberi, aperti, con una sana concorrenza che vuol dire il rispetto di tutte le regole".
