Pop.Sondrio, gli analisti: "Dal Piano industriale più remunerazioni per azionisti"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
01
Ven, Mag

Abbiamo 3020 visitatori e nessun utente online

Pop.Sondrio, gli analisti: "Dal Piano industriale più remunerazioni per azionisti"

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Mercato col fiato sospeso, è in attesa del nuovo piano industriale di Banca Popolare di Sondrio. Domani l'istituto valtellinese svelerà le carte. Gli analisti di Equita prevedono: l'istituto valtellinese è solido e "riuscirà a mantenere un utile netto superiore ai 500 milioni di euro in tutti gli anni

di Piano, si parla di 575 milioni di euro solo nel 2024". 

Le caratteristiche qualitative: "Maggiore diversificazione del modello di business, attenzione alla crescita delle commissioni (per bilanciare il calo del margine di interesse) e incremento della remunerazione degli azionisti". Qualche dato quantitativo: "Ci aspettiamo - sottolineano gli analisti - che il dividend payout possa attestarsi almeno al 70% a conferma di una politica di distribuzione più generosa; che le commissioni crescano del 5% annuo, che i ricavi totali subiscano una lieve contrazione con un Cagr del -1% e che Llp (Loan Loss Provisions) rimangano sostanzialmente stabili tra 45 e 50 bps". 

Ma la vera attesa è tutta per il risiko bancario, c'è in agguato l'Ops di Bper e gli occhi sono tutti puntati sull'Ad Pedranzini: la partita non è di piana soluzione. Da un lato - rimarcano i ben informati all'Adnkronos - non possono essere taciuti i benefici di un eventuale matrimonio tra le due ex popolari: la stessa fabbrica prodotto, che in questo caso è Arca Sgr; la perfetta complemetarietà territoriale tra Bper e Sondrio, in Emilia Romagna e Lombardia; il medesimo partner assicurativo, Unipol. Dall'altro le esternalità, ribadite dai piccoli azionisti dell'istituto valtellinese: "La possibile perdita di indipendenza, il rischio di una riduzione della capacità di credito per le piccole e medie imprese, l’incertezza sulla continuità del modello di banca radicato nelle comunità locali e il rischio di centinaia di esuberi tra i lavoratori".  

Quello che è certo - spiegano fonti a conoscenza del dossier all'Adnkronos - è che l'operazione di portare Bper oltre il 50% del capitale potrebbe non essere così semplice, complice la frammentazione dell'azionariato di Popolare di Sondrio: molto legato al territorio e alla sua storia. Basti pensare che da quando è stata fatta l'Ops le adesioni a Insieme per la Popolare’, l’associazione che rappresenta i piccoli Azionisti dell'istituto valtellinese e che è fermamente contraria al matrimonio con Bper, sono aumentate vertiginosamente passando da 1500 a 3.300 associati. Qualche esperto sottolinea: "Normale resistenza dei piccoli azionisti, alla fine le aggregazioni saranno inevitabili". Fatto sta che la stessa agenzia di rating Fitch prevede il rischio di tempi lunghi. (di Andrea Persili) 

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.