Borsa: 'C'è incentivo a rifugiarsi in titoli sicuri. Dazi? Mai così elevati dal 1930'. Parla l'esperto
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Borsa: 'C'è incentivo a rifugiarsi in titoli sicuri. Dazi? Mai così elevati dal 1930'. Parla l'esperto

Economia
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(Adnkronos) - La giornata rossa per i mercati finanziari non accenna a fermarsi. Dopo l'annuncio dello scorso mercoledì sera del presidente statunitense Donald Trump che ha posto dazi sulle importazioni Usa, le principali borse sono in netto calo per il secondo giorno di fila. "L’ultima volta in cui i dazi sono stati così

elevati è stato nel 1930 con Herbert Hoover e di fatto si è innescata una contrazione complessiva del commercio globale che in tre anni ha portato una riduzione del 67% degli scambi" dice all'Adnkronos Luca Fantacci, professore di Economia politica presso l'Università Statale di Milano.  

In un regime di incertezza come quello attuale "è chiaro che, in termini finanziari, c'è un incentivo nell'uscire dalle borse per andare a rifugiarsi in titoli sicuri, come i titoli di stato" spiega. E la reazione delle borse è giustificata da diversi motivi. Le tariffe annunciate "vanno a colpire il commercio internazionale e per un Paese come il nostro, dove il peso dell’export sul pil è considerevole, ha effetti nefasti - aggiunge Fantacci -. Non solo, i dazi annunciato colpiscono anche le catene del valore: "L'export non è solo di prodotti finali, ma anche di semilavorati" che quando incontrano degli ostacoli "provocano ripercussioni sul sistema produttivo". Il futuro resta incerto. La mossa di Trump ha colto di sorpresa i mercati "non solo per l'entità, ma anche per la logica utilizzata. È stata una ritorsione, una guerra commerciale".  

Secondo il professore, l'introduzione di queste misure potrebbe essere un modo per avviare negoziazioni bilaterali da una posizione di forza. Se questo orizzonte fosse vero e i dazi venissero poi tolti su base discrezionale, "tolgo le tariffe a un paese nel caso mi ceda terre rare, materie prime o mi faccia altre concessioni, saremmo in una situazione tutt'altro che incoraggiante per l'ordine internazionale". "Per quel poco che possiamo vedere il futuro è incerto" rimarca Fantacci. 

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