Dazi di Trump, la finanza rompe il silenzio: “Niente panico, serve lucidità”
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Dazi di Trump, la finanza rompe il silenzio: “Niente panico, serve lucidità”

Economia
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(Adnkronos) - La bomba dazi Usa esplode e il mondo della Finanza inizia a parlare. Il messaggio? Evitare una guerra commerciale e tenere i nervi saldi. Philippe Donnet, Ceo di Generali, va dritto al punto: “Questa crisi nasce dalle mosse degli Stati Uniti. I dazi possono danneggiare l’economia, ma per l’Europa è anche

un’opportunità per diventare più unita”. Niente reazioni impulsive, insomma. “Il 20% era in linea con le attese, non ha senso scatenare un conflitto frontale con Washington”, dice a margine dell’inaugurazione del nuovo centro Ia a Trieste. 

La sua parola d’ordine è lucidità. La situazione è incerta, crea dubbi ovunque: aziende, investitori, dipendenti. Ma Generali ha già superato molte crisi. Anche questa si può affrontare, se si resta razionali. Questo è il senso del messaggio. E sul rischio recessione? “Terra incognita. Nessuno può prevedere con certezza cosa succederà". Ma fare catastrofismo adesso non serve. A fargli eco è Andrea Orcel, numero uno di Unicredit, che guarda il quadro con realismo: “Nel breve termine, l’Europa potrebbe soffrire meno degli Stati Uniti. Ci sono effetti negativi. E altri positivi. È in corso una redifinizione dell'equilibrio economico”. Orcel non ha dubbi: “È la più grande reazione maggiore al libero mercato sul trade da più di cento anni. Ma non è la prima crisi che attraversiamo”. 

Da Bruxelles intanto arriva un segnale chiaro. Il portavoce della Commissione Ue parla di negoziati con Washington ma “con il bazooka sul tavolo”: pronti a trattare, ma con i contrappesi già armati. Tra mercati tesi e strategie in divenire, il mondo finanziario sceglie il basso profilo tattico: niente panico, nessuna corsa alla ritorsione. Ma anche nessuna ingenuità. È il momento di giocare bene le carte, e non farsi prendere dalla fretta. (di Andrea Persili) 

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