Borse giù, torna la tempesta dazi: Milano crolla, Europa affonda
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Borse giù, torna la tempesta dazi: Milano crolla, Europa affonda

Economia
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(Adnkronos) - Le Borse europee chiudono ancora in territorio negativo, zavorrate dal crescente nervosismo legato all’inasprimento della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina. Piazza Affari archivia la seduta con un pesante -2,75%, portando l’indice Ftse Mib a 32.730,57 punti. Una chiusura che conferma il trend negativo avviato

dopo il "Black Monday", con i mercati ancora scossi da forti vendite e un clima di incertezza crescente. 

A Milano, spiccano tra i ribassi Saipem (-7,42%), Recordati (-5,53%), Eni (-5,52%) e Tenaris (-5,51%), mentre si salva Iveco Group con un marginale +0,04%. Il comparto energetico e farmaceutico è tra i più colpiti, riflettendo timori legati sia alla congiuntura internazionale che al rallentamento economico globale. 

Il sentiment resta negativo anche nel resto d’Europa: Francoforte perde il 2,85%, Londra cede il 3,04% e Parigi arretra del 3,22%. Il peggioramento delle relazioni commerciali tra le due principali economie mondiali pesa in modo significativo sui listini del Vecchio Continente. 

A innescare la nuova ondata di vendite è stata la decisione di Washington di imporre nuovi dazi sull’export cinese, portando alcune tariffe fino al 104%. Immediata la risposta di Pechino, che ha aumentato a sua volta le tariffe doganali, con un range compreso tra il 34% e l’84%. La prospettiva di una lunga e logorante guerra dei dazi riporta alla mente i timori già vissuti negli anni precedenti, con il rischio di un rallentamento della crescita globale. 

Nonostante l’apertura debole, Wall Street mostra segnali di recupero: il Dow Jones guadagna lo 0,37%, l’S&P 500 avanza dello 0,36% e il Nasdaq cresce dell’1,13%. Una timida reazione, che però non basta per rassicurare gli investitori internazionali. 

In questo clima di incertezza, gli occhi dei mercati restano puntati sui prossimi sviluppi diplomatici tra Washington e Pechino. Gli operatori sperano in un raffreddamento delle tensioni, ma nel frattempo la volatilità resta alta e l’avversione al rischio continua a dominare gli scambi. 

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