Generali: perché Donnet e Sironi bevono sempre un caffè prima dell’assemblea
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Generali: perché Donnet e Sironi bevono sempre un caffè prima dell’assemblea

Economia
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(Adnkronos) - Un "nero", no anzi due. Sempre uguali, sempre lì. Philippe Donnet e Andrea Sironi, amministratore delegato e presidente di Generali, anche stavolta — prima dell’assemblea che li ha riconfermati — rispettano la tradizione. Un gesto misurato: caffè, 'nero' triestino al Caffè degli Specchi,

Trieste. Come si fa da anni. Come si fa da sempre negli ultimi anni. Parola di Jan Morris: "Trieste è una città che sa di mare e di caffè". E vale anche per il Leone.  

Perché a Trieste le assemblee di Generali non iniziano nei palazzi, ma in piazza. Piazza Unità d’Italia — un tempo si chiamava Piazza Grande — con il mare che lampeggia poco oltre, le facciate asburgiche e il vento che porta sulle labbra il sapore dell'Adriatico. È qui, nel cuore nobile della città, che Generali rinnova ogni anno il suo legame con la terra d’origine. E lo fa con un gesto semplice: due tazzine, un cameriere che non ha bisogno di chiedere, una stretta di mano. 

Non l’hanno inventata loro, Donnet e Sironi. Questa è roba che viene da prima, una consuetudine discreta ma incrollabile, seguita dai vertici del Leone prima che i due attuali inquilini del vertice entrassero in scena. Una liturgia laica che dice: siamo qui, siamo ancora di casa in quella che Italo Svevo chiama "la città del vento".  

Il Caffè degli Specchi - ricordo di quei locali come il Pedrocchi di Padova dove il caffè è sinonimo di pensiero e arte - è l’unico rimasto tra i quattro storici caffè della piazza. Inaugurato nel 1839, custodito dentro il rigore elegante di Palazzo Stratti, vede passare tutto e tutti: Joyce, Svevo, arditi, irredentisti, e adesso amministratori delegati e presidenti. Il tempo qui non corre, sfila. E loro due si accomodano. Un rituale da cui non si deroga, nemmeno nei giorni in cui la tensione è palpabile: i giorni del risiko, della lotta tra lista numero 1 e numero 2, degli assalti ai fortini della Finanza.  

Il resto — i numeri, i voti, le dichiarazioni — viene dopo. L'assemblea andrà come deve andare, la fiducia sarà confermata. Ma tutto questo - quasi come un presagio - lo si capisce prima, nell’aroma breve di un espresso triestino, in quel silenzio denso tra la prima sorsata e un sorriso prima della battaglia. Perché finché ci sarà un caffè da prendere, il Leone saprà sempre dove affondano le sue radici. (di Andrea Persili) 

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