"Sogno un merger con Fineco", il piccolo socio di Banco Bpm
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"Sogno un merger con Fineco", il piccolo socio di Banco Bpm

Economia
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(Adnkronos) - Uno dice: "Sogno un merger con Fineco". Guarda il palco, poi precisa: "Ma solo se la casa resta Bpm. Perché qui ci abitiamo noi". E' l’assemblea dei soci di Banco Bpm, ma sembra un teatro. Solo che qui non si recita: qui si combatte. A parole, certo. Ma con una passione che scalda la sala. Ce l’hanno con Piazza

Gae Aulenti. Con Unicredit. Con quell’offerta che molti di loro giudicano ingombrante, e non adeguata. "Bisogna ricercare il valore — interviene un altro socio — ma attenzione: l’uomo si vede nella tempesta, diceva Dumas. "E noi non scappiamo. Restiamo con la nostra banca". 

C'è chi attacca i media: "Ho la sensazione che stiano trattando molto bene Unicredit e poco Banco Bpm". Tutti parlano, tutti ricordano i tempi in cui la Bpm era un pezzo di vita, non solo un titolo in portafoglio. "Parliamo ancora con i nostri clienti — dice un altro socio — qualcosa che l’offerente (Unicredit) ci invidia". Applausi. La parola più pronunciata, comunque,è autonomia. I piccoli soci la dicono con reverenza, come fosse un cimelio da difendere. Come se la banca fosse una vecchia madre da non abbandonare. "Non vogliamo diventare una succursale — dice un altro piccolo socio — qui i numeri contano, certo, ma senza l’uomo il numero è nulla". 

Si stringono tra loro, i piccoli soci. Spesso non hanno hedge fund alle spalle. Non portano l’inglese nei verbali. Ma sanno perfettamente cosa significhi stare in una banca vicino al territorio: tanta la preoccupazioni "per i possibili esodi e per il mancato credito alle Pmi". Poi, arriva un altro socio. Ultimo intervento che riassume il senso di molti interventi: "Se fossi socio sia di Unicredit che di Banco Bpm — dice — venderei le azioni Unicredit". Le banche, dice un'azionista, "possano essere qualcosa di più di un algoritmo". (di Andrea Persili)  

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