Borsa, i mercati in sofferenza nel giorno dell'attacco di Israele all'Iran
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Borsa, i mercati in sofferenza nel giorno dell'attacco di Israele all'Iran

Economia
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(Adnkronos) - Giornata nera per i mercati globali, con le principali borse europee e statunitensi zavorrate da un’ondata di vendite innescata dal nuovo peggioramento del quadro geopolitico internazionale. Piazza Affari ha archiviato la seduta con un ribasso dell’1,28%, portandosi a 39.438,75 punti, in una giornata in cui sono

andati in fumo circa 10 miliardi di euro. A preoccupare gli investitori è in particolare la crescente tensione in Medio Oriente, dopo l’attacco israeliano a infrastrutture iraniane, che ha fatto risalire bruscamente i prezzi del petrolio e acceso i timori di una nuova escalation militare. 

Il clima di avversione al rischio ha travolto anche gli altri listini europei. Francoforte ha chiuso in calo dell’1,07% a 23.516 punti, Parigi ha perso l’1,04% a 7.684 punti, mentre Londra ha limitato le perdite a un -0,39% a quota 8.850. I mercati del Vecchio Continente hanno sofferto la congiunzione di fattori esogeni negativi: da una parte le tensioni geopolitiche, dall’altra il rischio di nuove barriere commerciali tra Stati Uniti e Cina, che potrebbero penalizzare le esportazioni europee nei prossimi mesi. 

Nel pomeriggio, le vendite si sono estese anche a Wall Street, dove tutti e tre i principali indici americani in apertura si sono mossi in territorio negativo. Il Dow Jones ha lasciato sul terreno oltre l’1,5%, perdendo più di 650 punti. L’S&P 500 ha chiuso in ribasso dell’1%, mentre il Nasdaq ha perso circa l’1,16%. La volatilità è tornata a salire in modo significativo: l’indice VIX, che misura la paura degli investitori, è balzato del 13%, confermando un clima di tensione e incertezza. A pagare il prezzo più alto a New York sono stati i titoli tecnologici, i comparti legati ai viaggi e i consumi ciclici, mentre hanno resistito energia e difesa, sulla scia delle stesse dinamiche osservate in Europa. 

A Milano, la giornata è stata segnata da forti vendite sui titoli più sensibili al ciclo economico. Nexi è crollata quasi del 5%, risultando il titolo peggiore del listino principale. Male anche Stellantis, che ha perso il 3,39%. Tra i titoli finanziari, Azimut ha perso il 3,20% e FinecoBank il 2,80%, penalizzati dal peggioramento del sentiment macroeconomico. Tra i beni di consumo, Campari ha lasciato sul terreno il 3,40%, mentre Amplifon è arretrata del 3,14%. 

A differenza di questi settori, hanno tenuto alcuni comparti difensivi, in particolare l’energia e le utility. Eni ha guadagnato l’1,04%. Bene anche Italgas (+1,09%) e A2A (+0,90%). Segno positivo anche per Leonardo (+0,43%), con gli investitori che continuano a puntare sul comparto della difesa, Le prospettive per l’avvio della prossima settimana restano molto incerte. Gli investitori continueranno a monitorare l’evoluzione della crisi in Medio Oriente, l’andamento del prezzo del petrolio e i segnali macroeconomici provenienti da Stati Uniti e Cina. I settori difensivi come energia, utility e difesa potrebbero continuare a beneficiare di flussi in entrata, mentre i comparti più ciclici restano vulnerabili. 

 

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