Patenti e trasporti: l’Italia a corto di autisti, parte da Roma l’appello per riformare la formazione
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
20
Lun, Apr

Abbiamo 4778 visitatori e nessun utente online

Patenti e trasporti: l’Italia a corto di autisti, parte da Roma l’appello per riformare la formazione

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Un sistema formativo più efficiente, snello e accessibile per formare una nuova generazione di autisti professionisti. È l’obiettivo dell’appello presentato il 24 giugno alla Camera dei Deputati da BRUM – startup che digitalizza l’iter per ottenere la patente – insieme ad associazioni

di categoria, imprese del trasporto e realtà come Flixbus, Wayla, Trasportounito e Federmobilità. 

Il documento propone una riforma organica della formazione nel settore, a partire da un dato allarmante: a fronte di un fabbisogno annuo di oltre 214mila autisti, nel 2024 sono state rilasciate solo 20.147 patenti C. Simile il divario per la patente D (trasporto persone), con 5.707 nuovi patentati contro i 17mila richiesti. Il numero di istruttori attivi in Italia – circa 11.000 – è inoltre fortemente sbilanciato sulle fasce d’età più anziane: oltre il 70% ha più di 40 anni. 

Sette le proposte messe nero su bianco per invertire la tendenza: accesso più semplice e uniforme alle professioni, revisione dei requisiti formativi, aumento delle ore minime obbligatorie per la patente B (da 6 a 12), riconoscimento del ruolo dell’istruttore, incentivi e tirocini, riforma della Carta di qualificazione del conducente (Cqc) e facilitazione del riconoscimento dei titoli esteri. 

“Con regole più semplici, strumenti digitali e percorsi chiari, vogliamo che sempre più giovani vedano in questo settore una possibilità di lavoro dignitosa e ambiziosa”, ha detto Luca Cozzarini, fondatore under 30 della startup BRUM, che ha raccolto oltre 4 milioni di euro di investimenti. Anche Nicolò Martino, Head of Autoscuola di BRUM, ha ribadito l’urgenza di adeguare il numero di ore pratiche richieste all’esame: “Con solo sei ore obbligatorie siamo fanalino di coda in Europa, ma senza più istruttori il sistema si blocca”. 

A sostenere l’iniziativa anche l’on. Giulia Pastorella (IX Commissione Trasporti): “Serve ascoltare chi ha idee. La riforma del Codice della Strada era un’occasione mancata: ora bisogna rilasciare più patenti e rendere questo mestiere attrattivo per le nuove generazioni”. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.