Descalzi: ''2026 promettente per Eni. Valutiamo aumento di buyback''
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Descalzi: ''2026 promettente per Eni. Valutiamo aumento di buyback''

Economia
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(Adnkronos) - "Un 2025 che si chiuderà positivo e un 2026 ancora più promettente, che si baserà su un patrimonio più ampio, diversificato e di maggior valore". Così Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, durante la conference call con gli azionisti dopo che il cane a sei zampe ha presentato questa

mattina a mercati chiusi la propria semestrale. Risultati che lo stesso manager ha definito "eccellenti in uno scenario sfidante", con utile netto in calo meno delle attese, a causa della discesa del prezzo del petrolio e dell'indebolimento del dollaro rispetto all'euro. Descalzi ha iniziato il suo discorso spiegando come la priorità di Eni sia quella del ritorno per gli azionisti con un dividendo crescente e un buyback potenziato. E infatti stando al bilancio diffuso stamane, l’aumento del dividendo sarà del 5% a 1,05 euro per azione mentre il programma di acquisto azioni sarà almeno di 1,5 miliardi di euro. Descalzi ha poi aggiunto: "Nei prossimi mesi valuteremo se aumentarlo o meno, effettivamente c'è questa possibilità". Parole ben accolte dagli investitori: pochi minuti dopo il titolo Eni ha registrato un’ulteriore spinta a Piazza Affari dello 0,7%, per un guadagno totale, a pochi minuti dall’apertura di Wall Street, dell’1,32%.  

Focus anche sull’efficientamento dei costi, da cui necessariamente, ha sottolineato Descalzi, bisogna passare per un miglioramento della struttura finanziaria. In questo senso ridurre la leva finanziaria è un altro dei traguardi che Eni intende raggiungere. In questo senso leverage, rapporto tra il debito netto e il patrimonio netto dell’azienda riportato sul bilancio semestrale, al 19% (dal 22% dello stesso periodo 2024), con proforma al 10%, minimo storico, calcolato includendo gli effetti futuri di operazioni e transazioni già concordate. Dunque, la stima dell'indebitamento è in calo. L'amministratore delegato del gruppo ha infine risposto anche a una domanda sul deal con Petronas: "I lavori per completare la due diligence finanziaria sono ancora in corso. La stima è di arrivare all'accordo finale per la joint venture per Indonesia e Malesia entro l'ultimo trimestre 2025, per poi fornire a febbraio numeri specifici in termini di ritorni finanziari, dividendi o produzione". Ha concluso Descalzi: "Si tratta di uno dei migliori affari di Eni negli ultimi anni". 

Guardando gli altri risultati, da segnalare l’utile operativo proforma adjusted, sceso del 35% nel secondo trimestre, a 2,681 miliardi, superiore ai 2,5 miliardi attesi dagli analisti, e l'utile netto adjusted di competenza degli azionisti, 1,134 miliardi, in discesa del 25%: li analisti si aspettavano un calo maggiore a 0,93 miliardi. Il primo semestre dell'anno si è chiuso con un utile operativo proforma adjusted di 6,36 miliardi di euro, -23%, a fronte di una produzione di idrocarburi di 1,66 milioni di barili al giorno (-4%), dovuta principalmente alle operazioni di portafoglio del 2024 in Nigeria, Alaska e Congo. Il flusso di cassa netto da attività operativa dei primi sei mesi dell'anno è di 5,9 miliardi, inclusi 879 milioni di dividendi distribuiti dalle partecipate, principalmente da Azule Energy e Var Energi. 

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