Armani guarda alla Francia con Lvmh e L’Oréal. L'esperto: "Continuità controllata"
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Armani guarda alla Francia con Lvmh e L’Oréal. L'esperto: "Continuità controllata"

Economia
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(Adnkronos) - Dopo la lettura del testamento, la quotazione non è sul tavolo nel breve periodo. Armani ha scelto di rafforzare la Fondazione, che diventa proprietaria del 100% della società, e di obbligare alla cessione di una quota minoritaria del 15% entro 18 mesi a un partner industriale di standing internazionale. "Le opzioni

non sono casuali: Lvmh, L’Oréal, EssilorLuxottica. Tutti francesi, o franco-italiani, con cui il gruppo ha già legami forti su beauty ed eyewear. Peccato l’assenza di una “italianità pura”, ma la scelta riflette la necessità di un alleato globale, solido e finanziariamente capace di garantire continuità senza mettere a rischio l’identità del marchio", sottolinea in un'analisi per l'Adnkronos Gabriel Debach, market analyst di eToro, sul testamento Armani e il futuro della società. 

Lo statuto mantiene l’opzione Ipo, ma solo come scenario di medio-lungo periodo, non prima di cinque anni", dice l'esperto. "In pratica, Armani ha scelto un percorso di continuità controllata: primo passo, l’ingresso di un partner entro 18 mesi; poi, solo più avanti, la possibilità di aprirsi ai mercati finanziari", prosegue. 

Per Lvmh o L’Oréal un ingresso al 15% "(ovvero un esborso intorno a 1,5–1,6 miliardi) sarebbe marginale: meno dell’1% della loro capitalizzazione e sotto il 20% della generazione annua di cassa", spiega l'analista. Per EssilorLuxottica "sarebbe più impegnativo, oltre il 40% del free cash flow (Ltm), ma coerente con le sinergie industriali già in corso. Ancora più complesso sarebbe per altri brand indipendenti, dice, "pensiamo a Prada o Moncler: l’operazione peserebbe oltre il 10% della loro capitalizzazione e più di un anno intero di cassa. In pratica, scenari suggestivi ma poco realistici, a meno di peggiorare i bilanci ricorrendo a nuovo debito". 

Armani lascia così un’eredità doppia: "miliardi in patrimonio e un modello imprenditoriale disciplinato", afferma. Se l’esecuzione sarà all’altezza, "il gruppo non sarà soltanto un trofeo conteso dai conglomerati del lusso, ma una realtà capace di restare indipendente e pronta, un domani, a competere non solo sulle passerelle della moda, ma anche su quelle della Borsa." (di Andrea Persili) 

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