(Adnkronos) - Unicredit ha depositato il ricorso al Consiglio di Stato sulla sentenza del Tar avente ad oggetto il Golden Power esercitato dall'esecutivo su Banco Bpm. Lo si apprende da fonti a conoscenza del dossier. I termini per l'impugnazione scadevano proprio in questi giorni. Secondo quanto appreso da Adnkronos da fonti a conoscenza del
dossier sono fondamentalmente due le macro-ragioni alla base della decisione.
La prima è la necessità di "avere piena chiarezza sull'intero spettro delle prescrizioni". La sentenza di primo grado aveva sostanzialmente smontato due di esse, ma lasciato sostanzialmente intatte le altre due: soprattutto riguardo la Russia. Il ricorso di Unicredit al Consiglio di Stato - questo il ragionamento che rivelano le fonti - non è "contro l'esecutivo" ma proprio per sottolineare come Unicredit non possa "costituire un pericolo alla sicurezza nazionale". La seconda macro-ragione riguarda invece l'esigenza di garantire trasparenza e certezza nei confronti di tutti gli stakeholder.
Le società - questo il ragionamento - scelgono di portare avanti il processo fino alla fine, proprio per assicurare a tutte le parti interessate di aver compiuto ogni passo utile alla tutela della società. Interpellato dall'Adnkronos Marco Osnato, presidente della Commissione Finanze della Camera, commenta: "Sono le singole aziende a decidere come tutelare le proprie istanze". Dello stesso parere il sottosegretario al Mef Federico Freni: ''Sono dinamiche dei singoli istituti su cui credo sia meglio lasciare a ciascuno la propria decisione''. (di Andrea Persili)
