Condomini e inquilini morosi, cosa può cambiare e perché si discute
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Condomini e inquilini morosi, cosa può cambiare e perché si discute

Economia
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(Adnkronos) - La riforma dei condomini tiene banco negli ultimi giorni. Sarebbero tante le novità che entrerebbero in vigore se la proposta di legge dovesse entrare in vigore per come è adesso. A far discutere, oltre alla laurea per gli amministratori di condominio, c'è la norma relativa al pagamento delle quote degli

inquilini morosi, prevista nel testo presentato alla Camera dei Deputati. 

Federconsumatori esprime "preoccupazione per la proposta di riforma dei condomini attualmente in discussione, che introduce misure ingiuste, con pesanti ricadute sui cittadini in regola con i pagamenti".  

Per i fornitori si amplia la tutela. In caso di mancato pagamento, lamenta Federconsumatori, "non dovranno più rivolgersi esclusivamente ai condomini morosi certificati, ma potranno agire direttamente sul conto corrente condominiale e, se necessario, anche nei confronti dei condomini in regola con i versamenti". "Oltre ai dubbi di natura etica e legale su questa ipotesi, la troviamo potenzialmente dannosa e inefficace, in quanto penalizza chi rispetta le regole e incentiva i morosi a non saldare i propri debiti". 

Anche Adiconsum esprime preoccupazione per la proposta di legge di riforma del condominio, presentata alla Camera dei Deputati che introduce novità per milioni di famiglie italiane proprietarie di casa. In particolare, almeno nella sua formulazione attuale, per quanto riguarda la possibilità che i condomini in regola con i pagamenti debbano provvedere a coprire anche le spese dei condomini morosi. "E' inaccettabile - dichiara Carlo De Masi, presidente di Adiconsum nazionale - punire chi rispetta le regole per coprire l’inadempienza altrui. Questo meccanismo espone i cittadini onesti a rischi economici ingiusti e favorisce indirettamente i morosi, allungando anche i tempi per i decreti ingiuntivi". 

"In merito alla nomina di un revisore contabile certificato - afferma riteniamo che il limite dei 20 condomini debba essere innalzato ad almeno 50. Certo è che l’introduzione della nuova figura, comporterebbe un ulteriore esborso per le famiglie, in aggiunta alle già esose spese condominiali. Riguardo alla possibilità di assegnare all’amministratore il potere di bypassare l’assemblea per la realizzazione delle opere in materia di sicurezza degli impianti questa dovrebbe essere almeno suffragata dalla stesura di una relazione da parte di un consulente tecnico terzo". "Accogliamo, invece, con favore - conclude De Masi - la proposta sulla detraibilità delle spese condominiali". 

 

  

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