Inflazione accelera, +1,5% nel 2025: in 5 anni è salita del 17,1%
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Inflazione accelera, +1,5% nel 2025: in 5 anni è salita del 17,1%

Economia
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(Adnkronos) - Inflazione in salita. Nel mese di dicembre 2025, l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic), al lordo dei tabacchi, mostra un aumento dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% su dicembre 2024 (dal +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare. Lo rileva

l'Istat. 

In media, nel 2025, i prezzi al consumo registrano una crescita dell’1,5% (+1,0% nel 2024). L’inflazione al netto degli energetici e degli alimentari freschi (l’“inflazione di fondo”) e quella al netto dei soli energetici mostrano un aumento medio annuo rispettivamente dell’1,9% (+2,0% nell’anno precedente) e del 2,0% (+2,1% nel 2024).  

La lieve accelerazione dell’inflazione osservata a dicembre è dovuta principalmente alla crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (da +0,9% a +2,6%), degli Alimentari non lavorati (da +1,1% a +2,3%) e dei Servizi Vari (da +2,0% a +2,2%). Rallentano invece i prezzi dei Beni non durevoli (da +1,0% a +0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +3,0% a +2,7%), mentre si accentua il calo di quelli degli Energetici regolamentati (da -3,2% a -5,2%). 

Nel mese di dicembre l’“inflazione di fondo”, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile a +1,7%; quella al netto dei soli beni energetici accelera di poco (da +1,7% a +1,8%). I prezzi dei Beni alimentari, per la cura della casa e della persona evidenziano a dicembre un’accelerazione del loro ritmo di crescita (da +1,5% a +1,9%), così come quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (da +2,0% a +2,2%). 

L’aumento congiunturale dell’indice generale riflette, per lo più, la crescita dei prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,1% anche per fattori stagionali) e degli Alimentari non lavorati (+0,4%). Gli effetti di questi aumenti sono stati solo in parte compensati dalla diminuzione dei prezzi degli Energetici regolamentati (-0,6%) e dei Servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (-0,4%). L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca) aumenta dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,2% rispetto a dicembre 2024 (da +1,1% del mese precedente), confermando la stima preliminare. La variazione media annua nel 2025 è pari a +1,7% (+1,1% nel 2024). 

L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (Foi), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su novembre 2025 e dell’1,1% su dicembre 2024. In media d’anno, la crescita dell’indice FOI, al netto dei tabacchi, è pari a +1,4% (era +0,8% nel 2024). Nel 2025, l’inflazione, misurata dall’IPCA, è pari a +1,7%, sia per le famiglie con più bassi livelli di spesa sia per quelle con spesa più elevata. 

 

In cinque anni l'inflazione cumulata è cresciuta del 17,1%, che però si confronta con il più 24% per il carrello della spesa, più 38,5% degli energetici regolamentati e più 32,7% per gli energetici non regolamentati. Lo spiegano i tecnici dell'Istat nel corso di una conferenza stampa. ''L'eredità vera non è tanto quello che succederà per l'anno che si è aperto, ma è il livello dei prezzi che è arrivato a un certo punto e non discende se c'è l'inflazione'', spiegano i tecnici. 

Nel dettaglio, i beni alimentari sono aumentati del 25,5% con gli alimentari lavorati che registrano un +25,9% e gli alimenti non lavorati +24,8%. I beni energetici registrano un incremento del 34,1%, risultato dell'incremento del 38,5% degli energetici regolamentati e del 32,7% per gli energetici non regolamentati. I beni nel complesso crescono del 19,4% e i servizi del 13,3%. Rispetto all'indice generale dell'inflazione che aumenta del 17,1% la componente di fondo (core inflation) segna un +13,4% e i beni alimentare, per la cura della persona e della casa +24%. 

Energia e carrello della spesa sono i ''driver'' che hanno lasciato l'eredità del livello dei prezzi, sottolineano i tecnici. ''Quello che rileva di più di questa elaborazione è il fatto che ci sia un scarto così ampio'' tra e alcune voci come l'energie e il carrello della spesa, ''rispetto all'andamento generale dei prezzi''. I tecnici ricordano che l'Antitrust ''ha aperto questa raccolta di informazioni per un'integrazione sulla grande distribuzione organizzata''. 

 

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