Nel libro 'Il divieto di discriminazione fiscale nel commercio internazionale', l'avv. Piantavigna spiega la situazione dazi
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Nel libro 'Il divieto di discriminazione fiscale nel commercio internazionale', l'avv. Piantavigna spiega la situazione dazi

Economia
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(Adnkronos) - “Il divieto di discriminazione fiscale nel commercio internazionale”, è il libro scritto dall’Avv. Paolo Piantavigna, Professore di Diritto tributario all’Università degli Studi di Pavia e Cassazionista, ed edito da Giappichelli-Torino. Piantavigna -che presso lo Studio AndPartners Tax and

Law Firm di cui è socio, assiste clienti italiani e stranieri in tutti i procedimenti con l’Amministrazione finanziaria e nei giudizi dinanzi a tutte le corti italiane ed europee- nell’opera spiega come i dazi costituiscano delle barriere fiscali agli scambi internazionali di beni e servizi perché, incidendo sulla tassazione dei consumi (e dei redditi degli esportatori e importatori), condizionano non solo la concorrenza commerciale tra imprese, ma anche la competizione geopolitica tra Paesi. 

"Le guerre commerciali -spiega l’Avv. Piantavigna- sono una costante della Storia, ma a seguito dell’istituzione dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (di cui ricorre il 30mo anniversario della costituzione) sono state fissate delle regole a livello internazionale, che oggi, a seguito dell’inasprimento delle tariffe deciso dall’Amministrazione Trump, sembrano violate. In base al mio studio, mi sembra si possa sostenere che l’innalzamento quantitativo dei dazi non violi di per sé le regole internazionali: i Paesi possono adottare delle misure per proteggere le loro economie domestiche. Ciò che rende le decisioni dell’Amministrazione Trump illegittime è il fatto che esse sono qualitativamente discriminatorie: il dazio, che dovrebbe essere deciso a seconda del tipo di bene o servizio scambiato, viene fissato in ragione del Paese con il quale gli USA si rapportano. Differenziare i dazi a seconda del partner commerciale degli Usa rende illegittimi i dazi". 

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