(Adnkronos) - La mappatura delle infrastrutture critiche, le risorse per metterle in sicurezza, gli ecosistemi integrati: l'arsenale per combattere la guerra ibrida supera il concetto di difesa convenzionale con tattiche militari per estenderlo agli strumenti cibernetici, economici e informativi. Un contesto senza confini fisici nel quale
tutti i paesi sono bersaglio.
Un paper messo a punto da PwC Strategy& - a firma della task force Infrastrutture critiche formata da Cesare Battaglia, Giovanni Maver, Gabriele Capomasi, Gianmarco Polito e Luca Colombo - esamina le minacce della guerra ibrida e traccia le direttrici per creare sistemi forti e resilienti. Una minaccia quanto mai attuale come dimostrano anche i recenti sabotaggi alla rete ferroviaria al centro del vertice oggi al Viminale tra il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi e i vertici di polizia, intelligence e di Ferrovie dello Stato.
Sabotaggi e non solo, dalla disinformazione agli attacchi informatici alle operazioni segrete, alternativamente o in simultanea, l'obiettivo del 'nemico' ibrido è seminare incertezza finanziaria, minare la stabilità politica, ledere l'ossatura infrastrutturale di un paese soffiando, last but not least, sul fuoco della frammentazione Ue. "L'invasione russa dell'Ucraina nel 2022 ha segnato una svolta nell'approccio europeo alla sicurezza delle infrastrutture critiche. Mentre il campo di battaglia rimane geograficamente definito, il panorama delle minacce non lo è", spiega il report. E "le nazioni europee non direttamente coinvolte nelle ostilità sono comunque diventate bersagli, come dimostrano il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream, i danni ai cavi sottomarini e alle condutture nel Mar Baltico e le interruzioni inspiegabili delle reti energetiche e di comunicazione in tutto il continente", si osserva. Questi incidenti sottolineano un cambiamento strategico: "Le infrastrutture critiche sono ora in prima linea, indipendentemente dalla geografia o dall'allineamento politico. L'obiettivo degli attori ibridi non è solo quello di interrompere i servizi, ma anche di seminare incertezza, indebolire la fiducia del pubblico e frammentare la coesione europea", si avverte nel Paper.
Secondo gli autori infatti "in questo contesto, nessun paese può considerarsi immune: la neutralità o la distanza dalle zone di conflitto non offrono alcuna protezione dalle vulnerabilità sistemiche che le minacce ibride sfruttano". Consapevole di ciò, l'Unione europea ha lanciato una serie di iniziative volte a rafforzare la resilienza e il coordinamento tra gli Stati membri. Innanzitutto, la direttiva sulla Resilienza delle entità critiche (Cer) che impone la valutazione dei rischi e la pianificazione della resilienza agli operatori di servizi essenziali; le linee guida della Commissione europea sulla lotta alle minacce poste dai droni e la proposta di direttiva sulla sicurezza dei cavi sottomarini per proteggere la spina dorsale fisica dell'infrastruttura digitale europea.
La direttiva Cer chiama in gioco i privati: "mentre il settore pubblico mantiene il suo ruolo primario nella difesa della nazione dagli atti di guerra, la responsabilità di affrontare tutte le altre forme di attività ostili 'non belliche' ricade sugli operatori privati". PwC Strategy& individua quindi tre raccomandazioni chiave per evolversi dalla protezione statica alla resilienza dinamica.
Primo, mappare le infrastrutture critiche per settore industriale per ciascun paese europeo, in conformità con i requisiti della direttiva Cer. Secondo, valutare le attuali risorse di sicurezza e la preparazione delle infrastrutture (ovvero il livello di prontezza) ad affrontare potenziali minacce multidominio (aria, terra, sopra e sotto l'acqua, cyber, spazio). Terzo, ideare ecosistemi di sicurezza completi e integrati per aumentare la sicurezza complessiva delle infrastrutture critiche. "In un'epoca in cui le tensioni geopolitiche e i rischi tecnologici convergono, la salvaguardia delle infrastrutture non è più una questione di difesa nazionale, ma diventa un imperativo comune europeo", conclude il report. (di Luana Cimino)
