Novità anche per i conti correnti aziendali: il DL fiscale aumenta l’imposta di bollo
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Novità anche per i conti correnti aziendali: il DL fiscale aumenta l’imposta di bollo

Economia
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(Adnkronos) - Costi più alti per i titolari di conti correnti diversi da persone fisiche: dal 28 marzo è scattato l’aumento dell’imposta di bollo.  

Accanto alla proroga della tassa sui pacchi e al nuovo credito d’imposta legato alle domande di Transizione 5.0 che ha messo in allarme le imprese, il

decreto fiscale porta anche questa novità con effetti immediati.  

L’importo dovuto annualmente sui conti correnti aziendali cresce da 100 a 118 euro per società, enti, associazioni, fondazioni e altri soggetti non individuali. 

A prevederlo è l’articolo 12 del DL n. 38 del 2026, approvato il 27 marzo in Consiglio dei Ministri e pubblicato subito in Gazzetta Ufficiale.  

Le nuove regole si applicano dallo scorso fine settimana e, stando alla relazione tecnica che accompagna il provvedimento, si prevede un incasso di 52,7 milioni di euro già nel 2026.  

Tutto resta invariato per i conti correnti intestati ai privati: l’imposta di bollo dovuta ogni anno resta pari a 34,20 euro in caso di giacenze superiori a 5.000 euro.  

Per 1,5 milioni di società di capitali e 600.000 società di persone che fanno parte della platea interessata dalle novità, invece, la spesa cresce.  

L’importo più alto si applica agli estratti conto e ai rendiconti emessi a partire dal 28 marzo, data di entrata in vigore del decreto fiscale.  

La novità è ad ampio raggio. Come previsto dalla normativa, i documenti si considerano in ogni caso emessi almeno una volta all’anno. E se hanno cadenza periodica, gli importi dovuti vanno rapportati al periodo rendicontato. 

Inoltre, la relazione tecnica che accompagna il provvedimento chiarisce: l’importo più alto, pari a 118 euro, si applica a tutti i nuovi rendiconti, “anche se riferiti a rapporti già in essere”. 

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