(Adnkronos) - L'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino centrale (Aubac) è protagonista della conferenza Esri Italia 2026, in corso oggi e domani all'Ergife Palace Hotel di Roma, con un programma che attraversa la sessione plenaria, due tavole rotonde nazionali e uno stand dimostrativo dedicato alle tecnologie più
avanzate adottate dall'Autorità per il governo del territorio.
Ad aprire questa mattina la sessione plenaria 'Digitali e resilienti: il futuro delle città tra Ai, Bim e Gis' è stato Marco Casini, segretario generale di Aubac e professore alla facoltà di Architettura della Sapienza Università di Roma. Intervistato dal divulgatore scientifico Davide Coero Borga, Casini ha affrontato il ruolo del digitale nella difesa del suolo, nella previsione del rischio idrogeologico e nell'adattamento climatico, in un'Italia chiamata a governare territori sempre più fragili e interdipendenti. Ha indicato tre ingredienti essenziali per governare città, infrastrutture, acqua, suolo, energia e rischio climatico: conoscenza integrata, interoperabilità dei dati e governance pubblica. Una 'ricetta' che, applicata al Piano di bacino, strumento pubblico di pianificazione che Aubac sta trasformando in una vera infrastruttura digitale di conoscenza, consente di passare da una logica reattiva a una preventiva.
"Il digitale ci permette oggi di vedere ciò che fino a pochi anni fa restava invisibile: le relazioni che tengono insieme acqua, suolo, città, infrastrutture e clima. Non si tratta solo di una svolta tecnologica, ma di una svolta culturale. Vedere meglio significa anche assumersi più responsabilità. Per questo crediamo che il digitale, Gis, Bim, intelligenza artificiale e Digital Twin, diventi davvero utile quando va oltre lo strumento tecnico e diventa infrastruttura pubblica di conoscenza e responsabilità: uno strumento di cura del territorio", commenta Marco Casini, segretario generale Aubac.
Nel pomeriggio, Aubac ha promosso e coordinato la tavola rotonda nazionale "Dati interoperabili per il governo del territorio: verso un Digital Twin condiviso", moderata da Casini. L'iniziativa ha riunito Anas, Agea, Gse, Terna, Rfi, Autostrade per l'Italia, Istat, Crea, Enel e Adr per confrontarsi sul valore strategico dell'interoperabilità dei dati a supporto delle decisioni pubbliche. Il confronto è partito da una constatazione decisiva: il territorio è uno, ma i dati che lo descrivono sono spesso frammentati tra soggetti e sistemi differenti. Le grandi decisioni territoriali non investono mai un solo ambito, una nuova infrastruttura energetica incide su mobilità, consumo di suolo, fabbisogni idrici, resilienza climatica, filiere agricole e sistemi urbani. L'interoperabilità è dunque condizione della resilienza territoriale: non servono solo più dati, servono dati che dialoghino.
"Oggi non manca il dato. Manca ancora troppo spesso la capacità di far dialogare i dati tra loro in modo stabile, affidabile e orientato alla decisione. La vera sfida non è soltanto digitale: è istituzionale, organizzativa e culturale. L'obiettivo non è costruire una piattaforma in più: ma quella di comprendere meglio il territorio, anticiparne le criticità e orientarne le trasformazioni. In questa prospettiva il Digital Twin territoriale può diventare una nuova infrastruttura immateriale del Paese, un ambiente comune nel quale dati, modelli, reti e scenari vengano letti insieme per migliorare la qualità delle decisioni pubbliche", conclude Casini.
Per entrambe le giornate, Aubac presenta uno stand dedicato che illustra le tecnologie del proprio percorso di trasformazione digitale: il robot quadrupede Spot di Boston Dynamics, impiegato per ispezioni su opere idrauliche e siti di difficile accessibilità; le applicazioni di realtà estesa (XR) per la visualizzazione dei dati territoriali; e il Digital Twin del distretto, piattaforma cognitiva che integra pianificazione, monitoraggi, modelli idrologici e idraulici, intelligenza artificiale.
