Fumo, Di Giovanni (Pmi): "Scienza e innovazione hanno eliminato combustione, sigaretta da museo"
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Fumo, Di Giovanni (Pmi): "Scienza e innovazione hanno eliminato combustione, sigaretta da museo"

Economia
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(Adnkronos) - "Fino ad una decina di anni fa le sigarette erano l'unico prodotto di tabacco disponibile ai consumatori e questo era problematico perché coloro che non smettevano non avevano alternative. Nell'ultimo decennio si è aperta una opportunità molto importante perché tramite la tecnologia, la scienza e

l'innovazione si è riusciti ad eliminare la combustione dai prodotti che non generano più fumo e che sono delle alternative per chi non vuole smettere di fumare. Ed è su questo che noi stiamo basando la nostra ambizione di un mondo senza fumo. In cui le sigarette vengono relegate in un museo e tutti coloro che continuano - perché non smettono con la nicotina - lo fanno con dispositivi che non generano combustione e non generano fumo. Sono le sigarette elettroniche, sono i dispositivi a tabacco riscaldato e le 'nicotine pouches'. Questa è la nostra ambizione e ci stiamo avvicinando a questa visione molto rapidamente. In Italia nelle grandi città più di un terzo ha già adottato IQos e in Giappone siamo a più della metà a livello nazionale. Il cambiamento è reale e sta succedendo". Lo ha detto Tommaso Di Giovanni, vice presidente Communications and Engagement di Pmi, a margine dell'evento Technovation promosso da Philip Morris International (Pmi) a Stoccolma. 

"Ad oggi 40 milioni di consumatori nel mondo hanno adottato le nostre alternative e i nostri dispositivi", ha ricordato. L'Italia è stata ed è molto importante per Pmi, è il Paese insieme al Giappone dove nel 2014 è stata lanciata IQos e dove sono stati investiti 3 miliardi di euro da Pmi costruendo una delle filiere più importanti". La possibilità di mettere la sigaretta nel museo potrebbe essere una sfida del nostro Paese e cosa manca per realizzarlo? "C'è ancora molto lavoro da fare - ha precisato Di Giovanni - Oggi non è possibile informare i consumatori sui rischi dei nuovi prodotti. Questo vuol dire che agli occhi di un consumatore ci può essere la percezione che fumare la sigaretta, la e-cig o usare un dispositivo a tabacco riscaldato sia la stessa cosa. Ma non lo è - avverte - perché uno genera combustione e l'altro no. Il dialogo deve continuare, la scienza è abbastanza chiara, in Usa la Fda è stata chiara ed ha autorizzato questi prodotti come migliori alternative alla sigaretta tradizionale. Dovremmo arrivare anche in Italia a questo, e a far sì che i consumatori ricevano informazioni corrette". 

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