Gros avverte sul risiko: “Per innovazione e Ia servono più capitali di rischio, non grandi banche oligarche”
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Gros avverte sul risiko: “Per innovazione e Ia servono più capitali di rischio, non grandi banche oligarche”

Economia
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(Adnkronos) - Le operazioni che coinvolgono i principali istituti europei, da Intesa Sanpaolo su Mps a Unicredit su Commerzbank, riaccendono il dibattito sul ruolo delle aggregazioni bancarie e sulla nascita di grandi campioni nazionali ed europei. Ma secondo l'economista tedesco della Università Bocconi, Daniel Gros, la dimensione

delle banche non è la risposta alle sfide dell'innovazione, dell'intelligenza artificiale e della transizione economica. Interpellato dall'Adnkronos sul possibile impatto delle operazioni in corso, Gros sottolinea infatti che il vero nodo per l'Italia e per l'Europa resta la capacità di sostenere l'innovazione attraverso strumenti diversi dal tradizionale credito bancario. 

"La sfida tecnologica per l'Italia, come per l'Europa, è di far decollare l'innovazione. Le banche non servono per finanziare l'innovazione, le banche danno credito per investimenti sicuri o almeno previdibili. Abbiamo bisogno di più capitale di rischio, non grandi banche oligarche", dice Gros. 

Alla domanda se le attuali ondate di aggregazione possano comunque avere una loro utilità, Gros riconosce alcuni possibili effetti positivi, pur mantenendo un approccio prudente sulla valutazione delle singole operazioni. "La mera minaccia di Unicredit ha già avuto un effetto positivo, costringendo Commerzbank a fare le riforme necessarie. Nel caso Mps, se c'è potenziale di risparmi di costo, l'aggregazione potrebbe essere utile". (di Andrea Persili) 

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