(Adnkronos) - Le tecnologie avanzate possono produrre innovazione e crescita soltanto se poggiano su infrastrutture digitali adeguate. Reti intelligenti, capacità di calcolo, sicurezza, data center e sistemi distribuiti sono la base necessaria per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, dell’Internet of Things, dei
digital twin, del supercalcolo e delle tecnologie quantistiche.
È il messaggio al centro del paper “Le infrastrutture digitali come fattore abilitante per l’evoluzione delle tecnologie avanzate”, presentato da Anitec-Assinform al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Il documento individua sette aree di intervento e chiede di riconoscere le infrastrutture digitali come una priorità strategica nazionale.
Il lavoro è stato elaborato dal gruppo “Infrastrutture e Radiocomunicazioni” dell’associazione, coordinato da Luca Possidente di Nokia, con il contributo di aziende tra cui Accenture, Aws, Dell Technologies, Engineering, FiberCop, Hpe, Ibm Italia, Nokia, Oracle, Qti Quantum Telecommunications Italy, Salesforce e Vem Sistemi.
Il quadro italiano presenta luci e ombre. Da una parte, il Paese ha compiuto progressi nella diffusione della fibra ottica, nell’espansione delle reti ad altissima capacità e nella crescita dei nodi edge. Il mercato dei data center potrebbe inoltre generare investimenti stimati tra 22 e 25 miliardi di euro nei prossimi tre-cinque anni.
L’Italia può contare anche su una posizione geografica favorevole, che la rende un potenziale punto di collegamento tra Europa, Mediterraneo, Africa e Medio Oriente. Restano però criticità legate alla forte concentrazione territoriale dei principali hub, alla complessità degli iter autorizzativi e alla frammentazione del quadro regolatorio.
Il rischio, secondo Anitec-Assinform, è che la disponibilità di nuove tecnologie non si traduca automaticamente in applicazioni diffuse e in valore economico. Senza capacità di calcolo accessibile, infrastrutture resilienti e collegamenti capillari, una parte rilevante del potenziale dell’Ai e del calcolo avanzato potrebbe restare inespressa.
La prima proposta riguarda la continuità operativa delle infrastrutture e dei servizi digitali nelle situazioni di emergenza. L’associazione chiede un framework nazionale che garantisca il funzionamento dei servizi essenziali anche in presenza di crisi, incidenti o interruzioni.
Il secondo intervento riguarda gli acquisti pubblici. Le gare, secondo il paper, non dovrebbero essere costruite esclusivamente sulla ricerca del prezzo più basso, ma considerare anche resilienza, qualità, sicurezza e continuità operativa delle infrastrutture.
Un ruolo centrale è assegnato alla capacità di calcolo. Anitec-Assinform propone una rete di Ai Factory territoriali, in grado di rendere più capillare l’accesso alle risorse computazionali, collegata a infrastrutture di maggiore scala e alle future Gigafactory destinate alle applicazioni di frontiera.
Sul fronte dei data center, il documento chiede interventi sul costo dell’energia, sugli iter autorizzativi e sul quadro fiscale, per rendere il Paese più competitivo nell’attrazione degli investimenti. A questo si aggiunge la richiesta di semplificare e armonizzare le regole sulle reti, riducendo gli oneri amministrativi e avvicinando il sistema italiano al quadro europeo.
Sicurezza e sostenibilità sono indicate come due dimensioni trasversali. Gli operatori stanno già lavorando per ridurre consumi ed emissioni, migliorare l’efficienza energetica e favorire l’economia circolare. Allo stesso tempo, l’adozione di sistemi Zero Trust, della cifratura diffusa e della gestione autonoma delle chiavi può aumentare la protezione delle infrastrutture e la continuità dei servizi.
Un’altra priorità è il capitale umano. La crescita delle infrastrutture digitali richiede competenze specialistiche, ma anche programmi di aggiornamento per lavoratori e imprese. Il paper propone quindi di rafforzare le iniziative di upskilling e reskilling.
L’ultima area riguarda le infrastrutture quantistiche e la loro integrazione nel sistema nazionale del calcolo avanzato. L’obiettivo è costruire un ecosistema capace di collegare imprese, centri di ricerca e strutture pubbliche, valorizzando le competenze già presenti nel Paese.
“Investire nelle infrastrutture digitali significa non solo abilitare l’innovazione, ma anche rafforzare la capacità del sistema Paese di accompagnare la trasformazione digitale, attrarre investimenti e generare valore economico e sociale nel lungo periodo”, ha dichiarato Valerio Romano, consigliere di Anitec-Assinform con delega alla Twin Transition. “Per questo servono decisioni rapide, una visione strategica e un’azione coordinata tra istituzioni, imprese e mondo della ricerca”.
