(Adnkronos) - "Il problema è che non c'è una abilitazione che consenta alle persone di mettersi alla guida di monopattini ed e-bike, tuttavia questi dispositivi sono entrati a tutti gli effetti nel tessuto della circolazione. Inoltre non c'è né obbligo né tantomeno coscienza di fare formazione, perché
si pensa ancora al monopattino come ad un un mezzo ludico per potersi spostare, ma di fatto invece comporta tante responsabilità. E' per questo che insieme al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti abbiamo dato vita a campagne sui monopattini sia per la conoscenza del dispositivo che delle norme, almeno quelle basilari". Ad affermarlo è Alfredo Boenzi, segretario nazionale Autoscuole Unasca, intervistato dall'Adnkronos, sottolineando che "tra l'altro i monopattini spesso vengono adoperati da turisti stranieri che non conoscono le strade e non circolano da soli ma con passeggeri, bagagli... è normale che poi diventi una Babilonia".
"Il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha preso coscienza del fatto che si tratta di dispositivi a tutti gli effetti che sono entrati a far parte della circolazione dei veicoli - aggiunge l'esperto - e quindi si stanno interrogando sulla loro gestione. Lo stesso problema riguarda le e-bike perché circolano mezzi a propulsione elettrica che di fatto sono ciclomotori, e raggiungono velocità anche superiori, ma circolano tranquillamente per strada. Su questo, evidentemente, il ministro sta facendo un ragionamento per normare questi dispositivi perché di fatto sono diventati anche un escamotage per chi magari ha la rievoca della patente o non ha mai conseguito la patente. Questi mezzi non hanno l'obbligo di casco, non hanno la targa né l'assicurazione. Vanno normati", conclude il segretario di Unasca.
La sicurezza stradale passa per la guida responsabile di chi si mette alla guida anche delle automobili. non solo giovani ma anche di chi ha una patente da svariati Unasca è da sempre attenta all'importanza della formazione per ridurre il numero di incidenti sulle strade, di vittime e feriti. "Stiamo cercando di mettere in campo parallelamente alla parte sanzionatoria anche quella formativa, stiamo dando vita già da un paio anni a campagne di sensibilizzazione che non vanno semplicemente a toccare fasce notoriamente destinatarie di questi progetti, come i giovani e gli alunni delle scuole, ma stiamo spostando il focus anche sugli over 65 e su persone che comunque hanno la patente da diversi anni, perché i dati ci hanno portato a ragionare sul fatto che non esiste una formazione continua, quindi alla luce delle nuove norme che sono uscite, non ci sono momenti formativi dove un conducente può approfondire e può conoscere le norme novellate" afferma Boenzi nel commentare il recente rapporto Istat sull'incidentalità stradale, nel quale si registra che nel 2025 sulle strade italiane si sono verificati 177.207 incidenti, con 2.868 vittime e 237.822 feriti, quindi con una diminuzione delle vittime (-5,3%), ma anche un aumento degli incidenti (+2,2%) e dei feriti (+1,7%) rispetto all'anno precedente.
"Stiamo lavorando insieme al ministero affinché si crei un circuito virtuoso e i destinatari di queste norme nuove possano essere adeguatamente informati e investiti della consapevolezza della dei rischi della circolazione" aggiunge Boenzi. Quanto alle principali cause di incidenti stradali l'esperto precisa che sono "la distrazione, dovuta soprattutto allo smartphone e l'alta velocità, entrambi giocano la loro parte in modo abbastanza prepotente, ma anche la guida in stato di ebrezza, perché anche se tutti sanno che non si può guidare di fatto poi è una questione culturale".
Le autoscuole rappresentano il primo presidio di educazione alla sicurezza stradale. Non sono soltanto il luogo in cui si consegue la patente, ma quello in cui si costruiscono la cultura della guida responsabile, il rispetto delle regole e la consapevolezza che ogni scelta al volante può avere conseguenze per sé e per gli altri. Unasca conferma il proprio impegno a collaborare con le istituzioni, il mondo della scuola e tutti i soggetti impegnati nella promozione della sicurezza stradale, affinché la formazione diventi sempre più uno strumento concreto di prevenzione. "Investire nella formazione significa investire nella sicurezza del Paese", conclude Boenzi. "Ogni incidente evitato rappresenta un risultato concreto per l'intera collettività. Per questo Unasca continuerà a mettere a disposizione competenze, esperienza e professionalità, contribuendo a diffondere una cultura della guida responsabile e della prevenzione, nella convinzione che la sicurezza stradale si costruisca, prima di tutto, attraverso l'educazione".
