Caro carburanti, i prezzi non si fermano più. Unc: "Per la benzina record dal 2022"
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Caro carburanti, i prezzi non si fermano più. Unc: "Per la benzina record dal 2022"

Economia
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(Adnkronos) - Corrono i prezzi dei carburanti. Il ministero delle Imprese e del Made in Italy rende noto che, in base agli ultimi dati rilevati dall’Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit, in data odierna il prezzo medio dei carburanti in modalità ‘self service’ lungo la rete stradale nazionale è pari

a 2,008 euro a litro per la benzina e 2,128 euro/l per il gasolio. Sulla rete autostradale, invece, il prezzo medio self è di 2,085 euro/l per la benzina e 2,200 euro/l per il gasolio. 

"La benzina venduta nella rete stradale a 2,008 euro al litro e in autostrada a 2,085 rappresenta, in entrambi i casi, un record storico - dichiara Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori - Mai si è mai avuto un prezzo così alto dall’inizio delle serie dei prezzi medi giornalieri comunicati dal Mimit, iniziate il primo agosto 2023. Per trovare un prezzo più alto bisogna risalire al 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina e fare riferimento ai dati settimanali raccolti dal ministero dell'Ambiente, anche se il confronto è improprio visto che quelle medie uniscono i prezzi della rete stradale con quelli autostradali".  

"In ogni caso è probabile che i prezzi di oggi siano inferiori a quello rilevato nella media settimanale dal 27 giugno 2022 al 3 luglio 2022 quando la benzina costava 2,065 euro al litro, inferiore al prezzo autostradale di oggi e superiore a quello delle strade normali. Per trovare una media settimanale superiore a entrambe le rilevazioni del Mimit di oggi bisogna risalire fino alla rilevazione del 21 marzo del 2022 (dal 14 al 20 marzo), con 2,137 euro al litro, prezzo che indusse il Governo Draghi a tagliare le accise di 25 cent, 30,5 cent con l'Iva al 22%", prosegue Dona. 

"Il Governo Meloni, invece di fare altrettanto, con la scusa delle accise mobili, dorme un sonno profondo, va in letargo, girandosi dall'altra parte, fregandosene della stangata sul primo controesodo. Insomma, altre che promesse elettorali: anche Meloni considera gli automobilisti polli da spennare", conclude Dona. 

"Non vedo l'urgenza per il governo di agire", dice all'AdnKronos l'economista tedesco della Bocconi, Daniel Gros, commentando il fatto che in 4 giorni - come denunciano le associazioni dei consumatori - un pieno di gasolio costa +1,45 euro.  

"Il governo non deve provare a sovvenzionare la benzina. Alla fine, pagano tutti i contribuenti per questa spesa. Chi ha la macchina più grande beneficia di più, sovvenzionare la benzina è una misura molto regressiva", sottolinea Gros. 

"Economicamente - spiega il professore - è dannoso perché l'Italia deve comunque importare il petrolio al prezzo di mercato; è importante che tutti gli operatori debbano fare i conti con il prezzo più alto per indurli a risparmiare", conclude. 

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