(Adnkronos) - “Con la situazione di incremento giornaliero dei prezzi alla pompa per benzina e gasolio, tra un mese, se la situazione non dovesse avere freno, saremo costretti a fare un pieno con un costo dal 28 al 32%, circa 30 euro di maggiorazione su un rifornimento base di automobile”. A dirlo all'Adnkronos è Michele
Marsiglia, presidente di FederPetroli Italia, commentando i nuovi rincari.
"Abbiamo da circa due mesi un -36% sull’erogato diesel sui mezzi pesanti", continua Marsiglia, che sottolinea: "Le aziende di trasporto hanno cambiato le proprie politiche logistiche a causa del caro gasolio: con la situazione paradossale che già la filiera inizia a essere intaccata e si iniziano a vedere meno prodotti sugli scaffali".
"Una situazione insostenibile se si pensa che da novembre 2025 un camion oggi ha un surplus mensile di circa euro 1.100", conclude.
"Nessun aumento per i clienti in vista perché abbiamo una tariffa amministrata, ma certamente il rischio di ridurre il guadagno rispetto ai costi di gestione", dice Andrea Teruzzi, presidente Uri (Unione Radiotaxi d'Italia) Milano, commentando l'allarme lanciato all'AdnKronos dal presidente di FederPetroli Italia.
"Per noi i costi vivi di gestione - spiega all'AdnKronos - sono carburante, manutenzione auto ed eventuali fermi di auto". "Purtroppo - afferma - da quando è scoppiata la crisi petrolifera l'impatto sul nostro settore si è fatto particolarmente sentire". "Siamo un servizio pubblico, ma fondamentalmente siamo delle aziende private. Quindi tutto quello che ci piove addosso è comunque a nostro carico". "Difficilmente - spiega - le istituzioni creano delle agevolazioni per noi", conclude.
"Dal 3 luglio a oggi, in poco più di 2 mesi, un pieno da 50 litri di gasolio lo paghiamo 14 euro in più in autostrada, 14,75 nella rete stradale, quindi l'allarme lanciato da Federpetroli di una maggiorazione pari a 30 euro non è campata in aria. Certo nessuno può prevedere cosa accadrà domani, ma al ritmo attuale saremo tutti inguaiati", dice Massimiliano Dona, presidente dell'Unione nazionale consumatori, commentando le stime del presidente di FederPetroli Italia.
"Per questo è irresponsabile non rinnovare gli sconti sulle accise, che in realtà andrebbero raddoppiati: 30 cent per il gasolio e 15 per la benzina. Purtroppo più si andrà avanti così più ci saranno effetti sugli scaffali e il rischio maggiore è che l'inflazione decolli come nell'ottobre del 2022", aggiunge.
"Siamo preoccupati, l'aumento del costo dei carburanti incide sul potere d'acquisto delle famiglie, diminuendo lo spazio per gli altri consumi, e comunque in generale aumenta i costi", dice Lino Enrico Stoppani, presidente della Fipe.
"Qualsiasi aumento sulla filiera dei costi dei fornitori - spiega nel dettaglio Stoppani all'AdnKronos - impatta sull'attività del commercio: il costo di un prodotto è costituito da due elementi, il costo della merce e quello del servizio che sta dietro".
"In generale una volta il costo dell'energia - conclude Stoppani - era meno rilevante per i pubblici esercizi: adesso è un costo sensibile. Dopo l'affitto e il costo del personale è la struttura dei costi più importante", conclude.
"L'impatto sarà contenuto sul trasporto pubblico, molto rilevante sul viaggiatore che utilizza l'automobile". Così commenta Andrea Giuricin, economista dei trasporti dell'Università Milano-Bicocca.
"L'altro grande settore è il trasporto aereo e nel trasporto aereo il costo del carburante vale fino al 35-40% dei costi complessivi e il prezzo del carburante è passato da 750 dollari a tonnellata metrica a 1420 dollari a tonnellata metrica negli ultimi giorni, quindi è quasi raddoppiato dal 27 febbraio in poi", conclude.
"Che ci sia una impossibilità in alcuni casi di far proseguire le aziende con costi così sostenuti è vero. Diverse aziende hanno deciso di fermare i camion. Che possano mancare i prodotti dagli scaffali francamente a noi non risulta, ma questo non toglie nulla alla gravità della situazione", commenta quindi all'Adnkronos Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto-Confcommercio.
Sulle stime Russo dice che per l'autotrasporto la situazione sarebbe anche peggiore, in valori assoluti: "Se la tendenza è questa, per i camion, altro che 30 euro. In un camion si possono caricare anche 900 litri di carburante, bisogna capire a quale livello di prezzo arriveremo".
Sulle misure necessarie, Russo chiede velocità sui fondi, sui quali il governo "sta facendo la sua parte". Ma "ci preoccupa che queste risorse arrivino velocemente alle imprese, perché si prevede il credito di imposta, un procedura che va espletata e che viene tramutata in crediti da compensare dall'Agenzia delle entrate. Speriamo che questa procedura sia snella e dia possibilità già da ottobre-novembre di compensare i crediti".
