Colombini (Cisl): 'Risultati Ipsos molto incoraggianti' - il Centro Tirreno - Quotidiano online
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
24
Sab, Lug

Colombini (Cisl): 'Risultati Ipsos molto incoraggianti'

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

“I risultati emersi dal sondaggio Ipsos 'Futuro ed economia circolare' - a cura di Conou, Legambiente, editoriale Nuova ecologia - presentato oggi a Roma nel corso della seconda giornata dell'Eco Forum 2021, sono molto incoraggianti.

alternate text

 

Ci sembra di cogliere la disponibilità ed il necessario consenso dei cittadini e dei lavoratori verso la necessità di procedere ad una trasformazione del sistema economico verso modelli di economia circolare. La consapevolezza della necessità di una transizione verso modelli di sviluppo e di consumo meno impattanti sugli ecosistemi e più sostenibili è un primo ma fondamentale passo per avviare le necessarie politiche e le conseguenti misure pratiche”. Lo dichiara in una nota il segretario confederale della Cisl, Angelo Colombini.  

“Sembra recuperata anche quelle fiducia verso la Ue che si era smarrita negli ultimi anni- aggiunte Colombini-. il cambio di passo della Ue, il lancio del Green Deal Europeo, insieme alla spinta del Next Generation EU e le misure collegate con il Pnrr, hanno rimessa l’Europa al centro dell’attenzione riconoscendole il ruolo di promotore dello sviluppo e dell’innovazione. È quindi il momento di procedere speditamente con l’attuazione del Pnrr e di avviare prima possibile le riforme normative e la semplificazione/accelerazione delle procedure necessarie alla realizzazione di opere pubbliche ed impianti, come i termovalorizzatori, ma anche impegnare le pmi in questo modello di sviluppo, sempre più circolare, visto che sono oltre il 90% del tessuto produttivo italiano. Ci sembra importante infine sottolineare l’enfasi, segnalata dai rispondenti, verso il bisogno di recuperare aree dismesse, che spesso sono simbolo di forte e contemporaneo degrado economico, sociale ed ambientale, di cui i cittadini ne subiscono le conseguenze”.  

“La transizione verso modelli economici e di sviluppo circolare e più sostenibili- conclude Colombini- non può essere disgiunta da misure “visibili” anche verso le realtà più prossime ai cittadini, alle lavoratrici ed ai lavoratori, altrimenti si rischierà di sembrare distanti dalla vita delle persone, senza raggiungere il consenso verso il necessario cambio di abitudini e le eventuali rinunce personali”.