Atlantia, l'economista Pogutz: "L'azienda sta cambiando"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
20
Sab, Ago

Atlantia, l'economista Pogutz: "L'azienda sta cambiando"

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - "Atlantia è un'azienda che sta cambiando e che vuole cambiare" e in questo rinnovamento "puntare sulla sostenibilità e sull'innovazione" per raggiungere questo obiettivo "la vedo una scelta strategica da parte della società, una scelta di valore e molto intelligente, una scelta molto 'competitiva' per

l'azienda". E' lo scenario delineato da Stefano Pogutz, docente e responsabile del Major in "Green management e sustainability" all'Università Bocconi, conversando con l'Adnkronos della nuova scacchiera su cui Atlantia sta giocando innovative mosse orientate alla sostenibilità e alla mobilità integrata. Pogutz, vede questo orizzonte "coniugato con un'azienda che sta guardando avanti, che ha capito che integrare nel piano strategico la parte Esg (Environment Social Governance ndr.) è fondamentale perché si generano opportunità, perché c'è allineamento con le aspettative dei mercati finanziari e perché intercetta quelli che saranno i consumatori di domani". "Se un'azienda opera nel mondo allargato dei trasporti, con il digitale e nuove forme di mobilità più sostenibile", e di fatto si muove nel territorio delle "clean technology, va dunque a prendere una delle miniere di valore dei prossimi anni" osserva. Quindi, "avere questo tipo di obiettivi, "avere un piano industriale di decarbonizzazione serio vuol dire impegnarsi e con questo impegno, e questa dichiarazione di intenti, vuol dire anche avere una posizione interessante per i mercati perché chi fa questo tipo di scelte diventa appetibile per i mercati" in quanto "genera valore nel medio e lungo periodo" chiarisce ancora Pogutz tra i ricercatori accademici italiani 'pionieri' della 'corporate sustainability', della sostenibilità driver di nuovi business e coniugata con la finanza.  

Atlantia, osserva inoltre Pogutz, "ha ripreso l'ingaggio con le comunità e anche questo genera valore". "Atlantia è un'azienda che insiste sulle comunità, quindi, guardando avanti e dopo l'esperienza passata, si deve prendere atto che con le comunità bisogna collaborare e creare un 'valore condiviso' e quando questo diventa un elemento portante del Piano Strategico, che comprende le comunità a livello sociale così come la biodiversità", ebbene tutto ciò "diventa un tema su cui il mercato rivolge la sua attenzione perché sei meno rischioso e quindi" come società "sei in grado di generare valore". L'ingaggio con la comunità, spiega Pogutz, si lega a tutto il grande tema della mobilità integrata che "presuppone la convergenza di tecnologie e seguire un nuovo modello di business in cui l'azienda diventa l'orchestratore di una serie di soluzioni". E "nella capacità di orchestrare le diverse soluzioni, la società diventa difficilmente imitabile e ottiene così un vantaggio competitivo che, al contempo, genera valore per l'ambiente e la collettività". Il professore indica questo scenario come "una di quelle opzioni che, se messa a terra bene, è in grado di generare valore sulle ben tre dimensioni: quindi di 'win win win', riguardo il profitto per gli azionisti - e cioè quella parte che noi chiamiamo prosperity, ma vincente anche per la parte people e per la parte planet", ovvero per la società e per la tutela dell'ambiente. "E' un tema sicuramente centrale. Pone anche la realtà dell'azienda -argomenta ancora il professore della Bocconi- sulla frontiera perché la competizione si gioca sempre di più oggi su queste idea di piattaforme integrate e sempre meno sulla vendita di prodotti, servizi o semplicemente sul tema dei processi". "A volte la capacità di lavorare sulla pluralità di soluzioni tecnologiche, in questo caso che dovranno essere green, e di interagire nel far parlare diversi soggetti è il fattore su cui si configura la sostenibilità economica e anche ambientale e sociale delle aziende" scandisce infine lo studioso, tra i primi ricercatori accademici italiani ad esplorare le complesse facce della sostenibilità. (di Andreana d'Aquino)  

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.