Fortuna (Mineracqua): "Prezzi acqua in bottiglia potrebbero aumentare, preoccupano costi produzione"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
20
Sab, Ago

Fortuna (Mineracqua): "Prezzi acqua in bottiglia potrebbero aumentare, preoccupano costi produzione"

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - I prezzi delle bottiglie d'acqua potrebbero aumentare se i rincari legati alle materie prime e all’energia dovessero continuare, con il rischio, concreto, che alcune delle 300 etichette italiane possano uscire dal mercato. A lanciare l’allarme è Ettore Fortuna, vicepresidente di Mineracqua, la Federazione che

all’interno di Confindustria riunisce il 70% del mercato italiano di acqua minerale, per un giro d’affari totale pari a 2,9 miliardi di euro. “La nostra preoccupazione non è il mercato - spiega Fortuna all’Adnkronos -. Siamo preoccupati per i costi di produzione. Tutto è rincarato in maniera insostenibile, a partire dal gas metano, aumentato del 417%. Anche il Pet utilizzato per bottiglie ha subito un aumento del 92%, così come la carta, con un prezzo raddoppiato, per non parlare del legno per i pallet salito del 108%, o dei trasporti, aumentati del 20%. Non solo siamo di fronte a costi enormi ma anche di fronte alla circostanza che il materiale non c’è”.  

L'Italia, insieme a Francia e Germania, è tra i primi Paesi produttori di acqua minerale naturale. In una ricerca sulle abitudini di consumo degli italiani, Censis associa l’acqua minerale all’italian way of life: 9 italiani su 10 (90,3%) bevono acqua minerale, mentre 8 su 10 (79,7%) ne consumano più di mezzo litro al giorno. “Nel 2021 c’è stato un picco di incremento nel canale della grande distribuzione, del 2,5% circa - sottolinea Fortuna -. In quest’ambito, il discount è cresciuto del 4,3%. A ciò si aggiunge il fatto che l’Italia è il Paese in cui l’acqua costa meno rispetto al resto del mondo. Il primo prezzo è di 11 centesimi a bottiglia, il premium è di 38/40 centesimi”.  

In media una famiglia spende “da 110 a 230 euro l’anno” per l’acqua minerale ma il consumatore potrebbe vedere presto il prezzo aumentare. “Certamente è qualcosa che può accadere - evidenzia Fortuna . Tuttavia, questa necessità di adeguare i prezzi con il forte incremento dei costi, si ridurrebbe poi al livello di un centesimo in più. La nostra sfida è prezzi bassi e volumi alti. Ma se i prezzi non sono competitivi e vengono meno i volumi allora abbiamo difficoltà a stare sul mercato”. Gli associati di Mineracqua, rimarca Fortuna, “negoziano aumenti di listino ma qui la situazione è grave”. Già nel dicembre scorso Mineracqua ha lanciato l’allarme che l’aumento dei costi delle materie prime, dei materiali e trasporti li stava mettendo in ginocchio "e con la guerra in Ucraina la situazione è peggiorata” fa notare Fortuna.  

Ma le preoccupazioni della Federazione riguardano anche gli investimenti in atto e quelli legati alla sostenibilità. "Stiamo continuando a investire in sostenibilità e questi investimenti sono difficili da poter realizzare - spiega Fortuna - perché la situazione finanziaria delle nostre imprese è quella che è". Nel frattempo, "al governo - ricorda Fortuna - abbiamo avanzato la richiesta di ridurre l’Iva. La nostra, al 22%, è abnorme rispetto all’Europa. In Francia è al 5,5% e se si riducesse già al 10% sarebbe un beneficio per il consumatore e darebbe ossigeno a noi e grossisti”. 

Ho scritto e condiviso questo articolo
Author: Red AdnkronosWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.