Caricabatterie universale, il prezzo che Apple paga alla concorrenza
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
29
Mer, Apr

Abbiamo 2449 visitatori e nessun utente online

Caricabatterie universale, il prezzo che Apple paga alla concorrenza

Economia
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Può un tweet spiegare più di tante parole? Sì, a volte capita. Quello della Commissaria Ue per la Concorrenza, Margrethe Vestager, datato 23 settembre 2021, racconta molto della battaglia per il caricabatterie universale, su cui oggi i negoziatori del Consiglio e del Parlamento europeo hanno trovato un'intesa. Una decisione che pesa soprattutto per Apple, affezionata alle sue prese prodotte e brevettate ad hoc.  

alternate text

 

Nel tweet si usava un registro di comunicazione diretto, con una Gif a mostrare due foto: nella prima la commissaria aveva in mano un groviglio di cavi, nella seconda un solo cavo, con le scritte before e after a suggellare il cambio di passo.  

E' un caso di scuola, in cui la concorrenza e la tutela del consumatore si scontrano contro una posizione dominante e arrivano a imporre un cambiamento che per il marchio fondato da Steve Jobs vuol dire una rivoluzione e anche una potenziale perdita di ricavi. Il mercato dei caricabatterie, già intaccato dall'arrivo massivo dei prodotti commerciali a soppiantare quelli originali, è destinato a rappresentare per Apple una voce in negativo nella casella del fatturato.  

Passando dalla soluzione proprietaria, che si chiama Lightning, a una convenzionale porta USB-C, Apple perde parte del controllo sul mercato degli accessori, in cui finora i produttori hanno pagato una licenza, sottoponendosi a un processo di autorizzazione rigoroso per ottenere la certificazione da parte di Apple. 

La società di Cupertino è comunque da tempo attiva nella ricerca di una soluzione e, secondo quanto riportato dalla stampa specializzata, sta già sperimentando l’introduzione sui prossimi modelli di iPhone di una porta USB-C, che potrebbe essere presente sui nuovi dispositivi a partire dal prossimo anno. Anticipando l'obbligo che con la nuova direttiva scatta a partire dal 2024, quando tutti gli apparecchi elettronici di taglia medio-piccola venduti nell’Ue dovranno essere dotati di una porta di tipo Usb-C, per evitare la moltiplicazione degli standard e dei caricabatterie, che genera montagne di spazzatura elettronica.  

Serviranno tempo e soldi. E' il prezzo da pagare alla concorrenza e alla tutela del consumatore. E anche Apple deve adeguarsi.  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.