"Tutti gli investimenti industriali e ambientali previsti nel piano di riorganizzazione sono confermati". Lo riferiscono fonti vicine al dossier in merito alla comunicazione da parte di Acciaierie d'Italia di sospendere a partire da lunedì prossimo le attività di 145 imprese appaltatrici dello stabilimento siderurgico di Taranto.

I SINDACATI - "Con la sospensione dei contratti di appalto da parte di Acciaierie d'Italia si corre il serio rischio di superare il punto di non ritorno" dichiarano Guglielmo Gambardella, segretario nazionale Uilm e responsabile del settore siderurgico, e Davide Sperti, segretario Uilm Taranto. "Con questa sciagurata decisione del management dell’ex Ilva si incrementa a livelli insostenibili il numero dei lavoratori in cassa integrazione, considerando i 1.600 in Amministrazione straordinaria, i 3mila dipendenti e tutti le migliaia di lavoratori dell’indotto".
"A questo punto ci chiediamo, dopo le esternalizzazioni fatte in questi anni da parte del management acciaierie D’Italia, come possa essere assicurata la continuità produttiva ma soprattutto la sicurezza degli impianti. Ora è necessario - dicono i due sindacalisti - che il Governo faccia presto per assicurare una corretta gestione del più grande stabilimento siderurgico europeo e che faccia tutto il possibile per garantire l’occupazione, l’ambiente, la salute, la sicurezza e la continuità. A partire da lunedì, a valle dell’incontro con i parlamentari locali, partirà la mobilitazione da parte delle organizzazioni sindacali. Non c’è più tempo da perdere, non possiamo tollerare che si giochi sulla pelle su migliaia di lavoratori e il futuro di un’intera comunità”.
