(Adnkronos) - L'ex presidente Usa Donald Trump, incriminato dal gran giurì di Manhattan per il caso Stormy Daniels, dovrà affrontare più di 30 capi d'accusa relativi a frode aziendale. A dirlo alla Cnn sono due fonti a conoscenza del caso. E' la prima volta nella storia degli Stati Uniti che un ex presidente dovrà
affrontare accuse penali. Secondo diverse fonti, continua la Cnn, Trump dovrebbe comparire in tribunale martedì. Ira del tycoon alla notizia dell'incriminazione, che ha definito una "persecuzione politica e interferenza elettorale al più alto livello della storia".
L'ufficio del procuratore distrettuale di Manhattan ha indagato Trump in relazione al suo presunto ruolo nell'operazione di riciclaggio del denaro versato alla pornostar Stormy Daniels, all'anagrafe Stephanie Clifford: il denaro - 130mila dollari - sarebbe stato versato nel 2016 con l'obiettivo di ottenere il silenzio della donna su una relazione avuta con Trump nel 2006.
IRA TRUMP: "PERSECUZIONE" - Subito dopo la notizia bomba della sua incriminazione a New York, Donald Trump, che è stato colto di sorpresa dall'annuncio, si è attaccato al telefono per chiamare leader repubblicani al Congresso, ed esponenti della commissioni della Camera che stanno tentando di mettere a loro volta sotto inchiesta il procuratore di Manhattan, Alvin Bragg.
Secondo fonti informate citate dalla Cnn, l'ex presidente ha voluto accertarsi del sostegno dei suoi alleati al Congresso per contrastare l'incriminazione. "Una persecuzione", sostiene, ad opera della "sinistra radicale dem, nemica degli uomini e donne lavoratori del Paese", che, dalla sua prima discesa in campo nel 2016, "è stata impegnata in una caccia alle streghe per distruggere il movimento del Make America Great Again".
E poi Trump ha collegato questa inchiesta per il caso Stormy Daniels, a tutte le altre che lo hanno visto e lo vedono protagonista: "Russia, Russia, Russia, la frode di Mueller, Ucraina, Ucraina, Ucraina, il falso impeachment 1 e il falso impeachment , il raid illegale e incostituzionale a Mar a Lago ed ora questo", ha scritto riferendosi al Russiagate, al Kievgate, che ha portato al primo impeachment, al secondo per l'assalto al Congresso e l'inchiesta per le carte segrete.
"I democratici hanno mentito, imbrogliato e rubato nella loro ossessione di 'incastrare Trump', ma ora hanno fatto l'impensabile, incriminare una persona completamente innocente in un atto di sfacciata interferenza elettorale", aggiunge riferendosi al suo ruolo di candidato presidenziale. "Non è mai stato fatto nella storia del nostro Paese - continua Trump - i democratici hanno imbrogliato nei decenni innumerevoli volte, anche spiando la mia campagna, ma usare il sistema della giustizia per colpire un avversario politico, che è l'ex presidente e di gran lunga il principale candidato presidenziale, questo non è mai successo prima".
Poi ha puntato il dito contro il procuratore Bragg, ripetendo l'accusa che è stato "scelto e finanziato da George Soros", il miliardario nemico giurato dall'estrema destra Usa, "una vergogna". E l'accusa anche di fare "il lavoro sporco di Joe Biden", dicendosi convinto che "questa caccia alle streghe sarà un boomerang per Biden: gli americani capiscono esattamente quello che stanno facendo gli estremisti radicali, tutti lo possono vedere: così il nostro movimento e il nostro Partito, unito e forte, sconfiggerà Bragg, poi Biden e caccerà tutti questi imbroglioni democratici".
