"Putin ha rifiutato contatto con Prigozhin, capo Wagner espulso"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
29
Mer, Lug

Abbiamo 4633 visitatori e nessun utente online

"Putin ha rifiutato contatto con Prigozhin, capo Wagner espulso"

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Yevgeny Prigozhin ha cercato un contatto con Vladimir Putin durante la rivolta della Wagner, che si è fermata a 200 km da Mosca. Il presidente della Russia, però, ha rifiutato e non ha partecipato ai negoziati, condotti in particolare dal presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko. L'accordo che ha posto fine alla

alternate text

 

rivolta dei mercenari ha prodotto di fatto l'espulsione di Prigozhin dalla Russia. E' quadro che Meduza, media russo indipendente, delinea citando una fonte vicina al Cremlino.  

"La dirigenza militare, membri dell'amministrazione presidenziale, la dirigenza della Rosgvardia (Guardia nazionale della Russia, ndr) e funzionari a lui vicini hanno cercato di comunicare con lui (Prigozhin, ndr). Ma non è chiaro di cosa volesse parlare, date le sue azioni", ha detto la fonte. Allo stesso tempo, secondo fonti di Meduza vicine al Cremlino, a metà della giornata del 24 giugno Prigozhin ha cercato di contattare il Cremlino. Il leader dei mercenari anche "provato a chiamare Putin, ma il presidente non ha voluto parlargli''.  

Secondo fonti di Meduza vicine al Cremlino e al governo russo, Prigozhin molto probabilmente si è reso conto di aver "oltrepassato il limite" e che "le prospettive per i suoi convogli erano vaghe". A quel punto, i mercenari non erano lontani dal fiume Oka, dove l'esercito russo e Rosgvardia hanno deciso di costruire la prima linea di difesa contro i mercenari.  

Il Cremlino avrebbe quindi deciso di adottare una strategia finalizzata ad evitare un "bagno di sangue" visto anche il cambio di linea manifestato dal leader della Wagner. Le fonti hanno spiegato che i negoziati finali sono stati condotti da un importante gruppo di funzionari, tra cui Anton Vayno, capo dell'amministrazione presidenziale, Nikolai Patrushev, segretario del Consiglio di sicurezza russo, e Boris Gryzlov, ambasciatore russo in Bielorussia. Capo negoziatore il presidente bielorusso Lukashenko. 

Prigozhin ha infatti insistito perché ai colloqui partecipassero "alti funzionari". E data la riluttanza di Putin a contattare Prigozhin, i negoziatori non avevano molte opzioni. "Prigozhin aveva bisogno di un degno interlocutore per stare dal gioco. E' stato Lukashenko a prestarsi. Ama le pubbliche relazioni e comprende i vantaggi, ecco perché ha accettato", ha detto la fonte di Meduza, secondo la quale il "beneficio" per Lukashenko è evidente: pubblicamente, è diventato l'uomo che "ha salvato la Russia al massimo dalla guerra civile, o almeno da molto spargimento di sangue".  

Fonti di Meduza vicine al Cremlino e al governo russo hanno convenuto che Prigozhin "è stato espulso dalla Russia. Il presidente non lo perdona". Secondo loro, le parti "discuteranno" i dettagli dell'accordo sulla nuova posizione di Prigozhin, ma "non avrà la stessa influenza e le stesse risorse". Non sono esclusi cambi ai vertici del ministero della Difesa. "Ma non su richiesta di Prigozhin, piuttosto a causa dell'autodeterminazione del ministero della Difesa", prosegue la fonte. 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.