(Adnkronos) - "Le recenti polemiche legate alla mostra 'Eyes of Mariupol', esposta al pubblico in via Dante dal 3 al 17 settembre su gentile autorizzazione del Municipio 1 del Comune di Milano, dimostrano ancora una volta quanto influente sia la

macchina propagandistica russa". Lo dichiara all'Adnkronos il console generale d'Ucraina a Milano, Andrii Kartysh, dopo la bufera che si è scatenata sulla mostra fotografica dedicata alla resistenza di Mariupol.
In particolare, Rifondazione comunista ha espresso in una nota le proprie obiezioni alla raffigurazione sulla locandina dell'esposizione patrocinata da Palazzo Marino del volto di Denys Prokopenko, comandante del Battaglione Azov, definita una "formazione neonazista" e ha chiesto "l'annullamento dell'evento che propaganda la guerra come valore e distorce la realtà. La guerra non è un servizio fotografico ma un massacro che va fermato subito. Fuori la guerra da Milano". Le critiche sono venute anche da esponenti della maggioranza di Palazzo Marino. "Non in mio nome", ha scritto su Facebook il consigliere della lista Beppe Sala sindaco, Enrico Fedrighini, condividendo la locandina della mostra.
"La velocità con cui si sono propagati certi messaggi mette in luce il peso all’interno della società italiana di opinioni e tendenze che differiscono dall’attuale posizione ufficiale dello Stato italiano", sottolinea il console Kartysh, spiegando che "la simpatia che molti italiani nutrono nei confronti della Russia e, di conseguenza, la particolare ricettività agli input propagandistici russi non sorprende, anzi – è il risultato di un lungo percorso storico. L’esperienza diretta che gli italiani hanno avuto della Russia, vale la pena menzionarlo, differisce in modo significativo da quella che storicamente hanno subito gli ucraini".
