(Adnkronos) - "La cessione anche solo parziale alla Corea del nord della tecnologia nucleare e missilistica di cui dispone la Russia rischia di scuotere profondamente il quadro politico in Asia e di mettere sotto minaccia paesi quali la Corea
del Sud e il Giappone". Lo sottolinea il sinologo Francesco Sisci, parlando con l'Adnkronos della visita del leader nordcoreano Kim Jong-Un in Russia, dei suoi "aspetti interessanti" e di quelli "inquietanti".
"E' paradossale che a 70 anni dalla fine della guerra di Corea - osserva in primo luogo il politologo - non sia più la Russia ad aiutare la Corea del nord ma viceversa, un indizio questo dello stato penoso in cui versano la Russia e la sua situazione economica". Viene poi da chiedersi - prosegue - "cosa possa ottenere la Corea del nord da questa visita", oltre al sostegno economico. Il sospetto - rafforzato dal fatto che i missili coreani "non siano precisissimi" e che la Corea del nord non sia in grado di "miniaturizzare le testate nucleari" e quindi di disporre di "testate nucleari multiple" è che punti ad ottenere tecnologia missilistica e nucleare.
Il rischio è che lo ottenga: "Questo produrrebbe effetti sulla regione asiatica molto più evidenti di quelli che potrebbe determinare l'aiuto militare della Corea del nord alla Russia, sicuramente non tale da rovesciare l'andamento del conflitto in Ucraina. Dove peraltro difficilmente la Russia userebbe armi nucleari tattiche. In Asia invece le nuove armi cedute alla Corea del nord alimenterebbero gravemente le tensioni e rafforzerebbero il rischio di una crisi all'interno di paesi economicamente importanti. Con conseguenti rischi per l'economia globale".
