(Adnkronos) - “Quello che trovo pericoloso in questo momento è che le persone che dovrebbero aiutare a mantenere un equilibrio- in termine di riflessione e poi di azione - si comportino da tifosi di squadre di calcio. Qui non
è un derby, ci sono di mezzo vite umane”. Il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, è a Roma nella Giornata dedicata ai volontari delle associazioni impegnate in progetti a favore della Terra Santa. E, in una intervista all’Adnkronos, riferisce delle drammatiche notizie che gli arrivano da Gaza, dando voce ai timori. Come dice, quel che trova particolarmente “pericoloso” sono le tifoserie che si sono create attorno al conflitto Israelo-palestinese.
Le notizie che il padre custode ha da Gaza sono quelle della Chiesa latina, diventata un rifugio per tanti: cristiani e musulmani: “L’edificio sta funzionando da rifugio. So che i cristiani che sono lì non hanno intenzione di spostarsi verso sud perché non vedono possibilità. Di fatto sperano e pregano che la chiesa sia risparmiata dai bombardamenti. So che stanno cercando di amministrare bene il cibo, l’acqua e tutto ciò che serve per sopravvivere sperando che quello che hanno sia sufficiente per arrivare oltre la fase più acuta del conflitto”.
In queste ore gli ospedali sono sotto assedio da parte degli israeliani a caccia del capo di Hamas. Il custode dice di non avere notizie dirette in proposito ma tiene a sottolineare: “Mi riconosco in quello che ha scritto il Patriarca di Gerusalemme Pizzaballa condannando il crimine, l’atto terroristico di Hamas, sottolineando anche la sproporzione della reazione perché ormai i morti civili a Gaza hanno superato i diecimila ufficiali. Muore un bambino ogni 10 minuti, si parla di circa 4 mila bambini . E quando sento che si parla della morte delle persone come di un danno collaterale, la mia coscienza fa fatica ad accettare”.
I capi delle Chiese di Gerusalemme, con l’avvicinarsi del Natale, hanno invitato alla sobrietà e alla solidarietà: “Sarà un Natale difficile per chi vive lì. Sarà particolarmente difficile - osserva il Custode di Terra Santa -per i cristiani di Betlemme perché senza pellegrini non hanno entrate economiche ne’ per il mantenimento delle famiglie, ne’ per mandare i figli a scuola, ne’ per pagare medicinali o ricoveri ospedalieri. Betlemme vive dell’industria del pellegrinaggio e dopo due anni di Covid ,senza lavoro, si attendeva un Natale gioioso e più sereno; ciò che è successo ha cambiato di molto le prospettive”.
Il Patriarca Pizzaballa aveva offerto la sua disponibilità per sostituirsi agli ostaggi nelle mani di Hamas. Anche Il Papa si sta spendendo molto per la loro liberazione. “Il Patriarca si è sentito col Papa. La linea della Chiesa - dice il francescano - è sempre stata pacifista. Sappiamo che nelle guerre, soprattutto dal '900 in poi, i civili sono quelli che pagano il prezzo più alto e quindi il magistero ogni volta che c’è la guerra la condanna in modo convinto”.
