(Adnkronos) - Sette morti e 20 feriti a Kiev, più di venti perdite e 200 civili in gravi condizioni in tutto il paese: l'Ucraina si è svegliata oggi sotto uno dei più pesanti attacchi dall’inizio della guerra, 158
missili inclusi vettori balistici e Uav, 114 sono stati intercettati dall’Air Command delle forze armate ucraine. L'Agenzia Statale ucraina per la Gestione delle Emergenze Nazionali, comando del distretto principale di Kiev, specifica ad Adnkronos che l’obiettivo sono state le infrastrutture critiche, prese di mira con precisione e grande potenza di fuoco, soprattutto nella capitale. I missili sono arrivati da nord e da sud-est poi sono stati colpiti anche obiettivi nell’ovest del paese come Liviv, 36 Droni iraniani Shahed-136/131 ed un centinaio di missili lanciati dai 18 cacciabombardieri strategici - Tu-95MS decollati alle 6 del mattino hanno affiancato i bombardieri a lungo raggio che erano partiti alle 5, i Tu-22M3 di Kursk, inoltre le truppe russe di terra hanno bersagliato Kharkiv con i S-300s ed i missili balistici 400/Iskander lanciato dalla Crimea e da Belgorod, poi anche 4 Kh-31P, missili anti-radar ed un missile aria superficie Kh-59 sono stati lanciati da aerei tattici Su-35. Sono state colpite Lviv, Kiev, Kharkiv, Dnipro, Cherkassy, Sumy e Odessa.
L’attacco, rilevano fonti dell'Agenzia Statale ucraina per la Gestione delle Emergenze Nazionali, è costato alla Russia quasi un miliardo e mezzo di dollari e questo, nella bilancia dei costi di guerra e degli aiuti occidentali a Kiev, sottolinea come ormai la parte ricca nel conflitto sia Mosca. "Putin sta alzando la posta, la buona notizia è che questo è il suo modo di cercare la pace, la brutta è che non ha nessuna intenzione di mollare quanto già occupato o di allentare il ricatto al mondo libero. Ogni attacco sfiora centrali, strutture sensibili, obiettivi che se colpiti metterebbero in ginocchio l’Europa intera" sottolinea Mario Scaramella che è consulente per le operazioni speciali dell'Agenzia Statale per la Gestione Emergenze Nazionali. "La crisi mediorientale - rileva - ha distratto l’opinione pubblica e i finanziatori del fronte ucraino, ma l’invasione russa è un problema strategico, il confronto diretto con Mosca ci espone ogni giorno a rischi epocali per la sicurezza dei nostri paesi e delle relazioni i internazionali. Che un conflitto regionale possa spostare l’attenzione dalla minaccia principale è indicativo di come siamo impreparati a gestire le crisi internazionali".
Kiev, aggiunge, "va supportata e chi per primo interviene sui luoghi bombardati deve essere preparato ed equipaggiato, al di là della politica e delle bandiere urge munire i pompieri dei necessari strumenti". A Chernobyl come nelle altre centrali a rischio, aggiunge, "abbiamo bisogno di aerei antincendio, lanciamo un appello perché siano forniti alla agenzia Canadair o altri veicoli adatti a spegnere gli incendi che vengono innescati e che causano fumi radioattivi. Il servizio aereo è probabilmente il più necessario, sia per impedire attacchi convenzionali e irregolari, sia per il monitoraggio, analisi ed il pronto intervento l’agenzia ha creato una unità per il supporto aerospaziale, l’Italia potrebbe contribuire molto in questo settore, fino ad ora in prima linea solo pochi esperti indipendenti".
