(Adnkronos) - "Non possiamo ignorare che una parte dell’Europa, magari con l’Italia in testa, sarebbe pronta, se le cose si mettessero davvero male in Ucraina, a innalzare un cartello con sopra scritto 'meglio putiniani che
morti'...che sarebbe felicissima di correre a baciare l’anello dello zar di tutte le Russie". A lanciare l'allarme è un editoriale di Angelo Panebianco sul Corriere della Sera, secondo il quale "la sicurezza fisica dei cittadini europei, così come il mantenimento di condizioni di libertà e democrazia nel Vecchio Continente, dipendono dalla capacità delle classi dirigenti di scuotere dal torpore le opinioni pubbliche".
Il presidente francese Emmanul Macron, "per il quale conviene prepararsi all’eventualità di dover mandare soldati in Ucraina, ha invitato l’Europa a un bagno di realismo. Le reazioni scandalizzate degli altri europei la dicono lunga sulla indisponibilità delle opinioni pubbliche (e, per conseguenza, dei governi) a fare i conti con la gravità del momento", nota Panebianco. La Russia minaccia l'uso di armi nucleari, "non conviene considerare tale minaccia alla stregua di un inoffensivo bluff. La natura del regime putiniano sconsiglia di sottovalutarla. Ed è chiaro (chiedere ai moldavi o ai baltici) che se Putin la spuntasse in Ucraina non si fermerebbe lì", sottolinea l'editorialista, ricordando che ormai non è più garantita la protezione militare statunitense dell'Europa.
"Oggi -scrive Panebianco - gli osservatori aspettano con ansia le elezioni del Parlamento europeo e le elezioni presidenziali americane per capire se si rafforzeranno o meno, in Occidente, le forze che puntano all’appeasement con Mosca. Ma al di là dei contingenti risultati elettorali il tema per noi europei è il seguente: si riuscirà a fare capire in tempo che il mondo è cambiato, che occorre trovare la strada per ricostituire condizioni di sicurezza a fronte della minaccia armata dei tiranni?"
