(Adnkronos) - Rieletto per un nuovo mandato, in elezioni chiaramente truccate e senza veri avversari, il presidente russo Vladimir Putin si è fatto assegnare una percentuale di consensi dell'87%, il massimo da lui ricevuto in cinque
Salito al potere nel 2011, dopo il padre e il nonno, il leader nordcoreano Kim Jong un ha surclassato l'amico Putin. Alle elezioni parlamentari in Corea del Nord l'affluenza alle urne è regolarmente del 99,9%. Per ogni seggio c'è un candidato, che ottiene sempre il 100%. Così è stato per Kim nel 2014 e la potente sorella Kim Yo Jong nel 2019.
Anche il leader sovietico Josip Stalin non si accontentava di nulla di meno del 100% dei suffragi. Il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, al potere dal 1994, si è fermato all'80% nell'agosto 2020, in contestate elezioni non riconosciute in occidente. Ritenuta la vera vincitrice, la leader dell'opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, è stata costretta a fuggire all'estero. Intanto in tutta la Bielorussia la gente scendeva in piazza in proteste di massa che non sono riuscite a rovesciare il regime, ma hanno dimostrato la falsità del risultato elettorale ufficiale.
In Siria, il presidente Bashar Assad - al potere da 30 anni dopo essere succeduto al padre - ha sempre ottenuto risultati elettorali altissimi. Nel 2014 ha sfiorato l'89% e nel 2021 è arrivato al 95%, in un paese che dal 2011 è devastato dalla guerra civile, dove l'opposizione è sottoposta ad una brutale repressione.
Infine, il mese scorso, il presidente dell'Azerbaigian, Ilham Aliyev è stato riconfermato per un quinto mandato con una percentuale de 94%, dopo un nuovo giro di vite contro attivisti dell'opposizione e giornalisti.
