Nuovo virus attacca cervello, trasmesso dalle zecche: la scoperta
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
02
Dom, Ago

Abbiamo 3606 visitatori e nessun utente online

Nuovo virus attacca cervello, trasmesso dalle zecche: la scoperta

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - Scoperto in Cina un nuovo virus che si trasmette attraverso il morso delle zecche e che ha il potenziale per attaccare il cervello e causare problemi a livello neurologico. E' il virus Wetland (Welv) che è stato rilevato in

un uomo di 61 anni che ha detto di essere stato punto da un zecca in una grande zona umida della Mongolia. 

 

L'uomo ha sofferto di febbre, mal di testa e attacchi di vomito. Il caso, che risale a giugno 2019, è stato analizzato in uno studio sul 'New England Journal of Medicine' del Beijing Institute of Microbiology and Epidemiology. Il virus Wetland fa parte del gruppo di virus trasmessi specificatamente dalle zecche (orthonairovirus), i ricercatori hanno raccolto e analizzato quasi 14.600 zecche e hanno trovato il virus Weland in 5 specie. 

Sotto la lente soprattutto 'Haemaphysalis concinna' che vive prevalentemente in Cina, Russia ed Europa centrale, ed è risultata positiva al nuovo virus nella maggior parte dei casi. I ricercatori hanno quindi analizzato campioni di sangue 

L'infezione acuta da Welv è stata identificata in 17 pazienti provenienti dalla Mongolia interna, e nelle province della Cina Heilongjiang, Jilin e Liaoning. "Questi pazienti presentavano sintomi aspecifici tra cui febbre, vertigini, mal di testa, malessere, mialgia, artrite e dolore alla schiena e meno frequentemente macchie cutanee e ingrossamento dei linfonodi localizzato". 

 

"Un paziente presentava sintomi neurologici - si legge nello studio - La valutazione sierologica dei campioni in fase convalescente ottenuti da 8 pazienti ha mostrato anticorpi specifici per Welv che erano 4 volte più alti di quelli dei campioni in fase acuta". Tutti i pazienti sono guariti - dopo aver ricevuto antivirali, antibiotici o immunoglobuline - senza effetti a lungo termine.  

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.