Siria, nunzio Zenari: "Aleppo colta di sorpresa e martoriata, anche Europa pagherà"
Il sito "il Centro Tirreno.it" utilizza cookie tecnici o assimiliati e cookie di profilazione di terze parti in forma aggregata a scopi pubblicitari e per rendere più agevole la navigazione, garantire la fruizione dei servizi, se vuoi saperne di più leggi l'informativa estesa, se decidi di continuare la navigazione consideriamo che accetti il loro uso.
04
Sab, Apr

Abbiamo 2449 visitatori e nessun utente online

Siria, nunzio Zenari: "Aleppo colta di sorpresa e martoriata, anche Europa pagherà"

Esteri
Typography
  • Smaller Small Medium Big Bigger
  • Default Helvetica Segoe Georgia Times

(Adnkronos) - E' ''una triste sorpresa'' quella che ha ''colto Aleppo'', perché sì, ''c'erano scontri a Idlib'', ma ''nulla che lasciasse pensare che Aleppo potesse essere conquistata dai rivoltosi'' jihadisti del gruppo Hayat

Tahrir al-Sham (Hrs) e dalle fazioni alleate. Lo spiega all'Adnkronos il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, sottolineando che ''la presa di Aleppo avrà conseguenze anche in Europa, che pagherà il prezzo più alto dopo i siriani, e in altre parti del mondo''. 

Rivolgendo un pensiero alla ''martoriata Aleppo'', Zenari ha ricordato che ''Aleppo è stata colta di sorpresa nel febbraio del 2023 dal terremoto'' di magnitudo 7.8 che ha causato 458 morti solo nella città siriana. E ''è stata colta di sorpresa due giorni fa, nessuno si aspettava una cosa del genere'', ha aggiunto. Ma ''tutto il Medioriente è in fiamme e la Siria sta pagando uno dei conti più salati'', ha affermato. 

''Tutta la Siria soffre e la gente non ha più speranza'', ha aggiunto il cardinale, sottolineando che ''per i siriani l'unica speranza è quella di poter scappare da questo Paese'', "di emigrare", e la prima ''destinazione è l'Europa. Ora, ''la presa di Aleppo avrà conseguenze in questo senso, darà una nuova spinta verso l'emigrazione in Europa''. Alcuni, aggiunge, ''attraverso corridoi umanitari, altri con metodi che mettono a rischio la vita. Ma sono disposti a farlo, non hanno alternative''. E questo riguarda ''soprattutto i giovani''. 

Da 16 anni a Damasco, il cardinale Zenari spiega che ''quello di cui ha bisogno la Siria è di ricostruzione, di sostegno economico, di posti di lavoro per i giovani''. In Siria, ''molte persone non hanno più di due ore di elettricità al giorno'', le ''scuole e le infrastrutture sono distrutte''. Per avere sollievo, ha sottolineato, andrebbero ''allentate le sanzioni europee e americane che sono durissime''. 

 

Il cardinale lancia quindi un appello a risparmiare i civili. La Chiesa, spiega, non può fare perché ''siamo una piccola minoranza in Siria'' e svolgere un ruolo di mediazione nel contesto di Aleppo non è possibile anche perché ''durante la guerra abbiamo perso i due terzi dei cristiani''. 

Quello che Zenari auspica, ascoltando le dichiarazioni che arrivano dai jihadisti e dalle forze alleate che hanno occupano Aleppo, è che la popolazione civile non venga coinvolta negli scontri. ''Questi rivoltosi hanno assicurato che non toccheranno i civili e finora è così. Hanno dato loro istruzioni di restare in casa. Ma è ovvio che in un modo o nell'altro la gente è coinvolta'' e le decine di migliaia di persone sfollate da quando sono iniziati gli scontri lo dimostra. 

Quello che invece potrebbe fare la comunità internazionale, suggerisce Zenari, è lavorare per ''prevenire i conflitti''. Perché ''la comunità internazionale si muove sempre in ritardo. Eppure il conflitto israelo-palestinese era prevedibile. La guerra tra Ucraina e Russia era prevedibile'', afferma il cardinale. ''La comunità internazionale deve agire prima, per prevenire i conflitti e non agire dopo per raccogliere i cocci'', conclude. 

 

Author: RedWebsite: http://ilcentrotirreno.it/Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.